L’Isis rivendica l’attacco a Londra: l’aggressore era un combattente

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Site, il sito di monitoraggio della galassia jihadista, ha riferito che l’Isis ha rivendicato l’attacco al London Bridge avvenuto nel pomeriggio di venerdì scorso. Da quanto si apprende, inoltre, l’assalitore, Usman Khan era considerato un “combattente”. Il 28enne era stato condannato nel 2012 e dal 2018 era in libertà vigilata, rilasciato “su licenza”. Inoltre, aveva partecipato a un programma governativo di deradicalizzazione e riabilitazione dei detenuti estremisti.

Isis rivendica attacco London Bridge

Nella serata di sabato 30 novembre l’Isis ha rivendicato l’attentato al London Bridge di venerdì scorso, affidato all’agenzia di propaganda ‘Amaq’. Da quanto si apprende, il bilancio sarebbe di due morti (un uomo e una donna) e tre feriti; l’attentatore, invece, è stato ucciso dalla Polizia. Diversi media locali, inoltre, hanno riferito che il 28enne indossava un braccialetto elettronico alla caviglia. Il ragazzo di origini pachistane ma residente nello Staffordshire, in Inghilterra, avrebbe dovuto scontare 16 anni di carcere. Dopo appena 7 anni dietro le sbarre, però, era stato rimesso in libertà vigilata “su licenza”. Era considerato un “combattente”.

Facciamo chiarezza

Il viceministro dell’Interno e responsabile del portafogli della Sicurezza Nazionale inglese, Brandon Lewis, ha riferito ai media: “Dobbiamo e vogliamo fare una valutazione completa” sul caso. Johnson, inoltre, aveva già definito nei gironi scorsi, “un errore consentire a criminali violenti di uscire di prigione in anticipo”. La comandante di Scotland Yard Cressida Dick, infine, ha spiegato che “allo stadio attuale dell’indagine”, la pista rimane quella di un attacco solitario e isolato.