L’Italia nel piatto piace: in un anno vendite su del 6,3%

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Milano, 24 apr. (askanews) – Che ai consumatori piaccia sempre di più mettere nel carrello cibo italiano non è solo una dichiarazione di intenti ma un dato di fatto, supportato dai numeri: oltre 21 mila prodotti alimentari venduti in supermercati e ipermercati sfoggiano orgogliosi in etichetta la propria “italianità”. Rappresentano oltre un quarto del campione analizzato dall Osservatorio Immagino di GS1 Italy che negli ultimi quattro anni ha monitorato con attenzione il trend. Parliamo di un segmento dell offerta alimentare che a giugno del 2020 ha sfiorato gli 8,1 miliardi di euro di giro d affari, in grado di crescere in termini di vendite del 6,3% rispetto a un anno prima.

Per promuovere l origine e l appartenenza al Belpaese le aziende ricorrono a claim, dichiarazioni o immagini, come il tricolore, ma funzionano bene anche le indicazioni geografiche europee. Tutti, a parte il claim “prodotto in Italia”, sono cresciuti rispetto ai 12 mesi precedenti e sono 100% italiano e Dop i primi della classe con un incremento delle vendite rispettivamente del 12,3% e del 9,4.

L istantanea rilasciata dall Osservatorio Immagino è quella di un Italia che a tavola piace, un legame col territorio che diventa sinonimo di qualità, genuinità, sicurezza. E la carta del territorio funziona anche quando a essere promossa in etichetta è la provenienza regionale. A giugno 2020 i prodotti che sul packaging richiamavano un legame con la regione d origine, hanno superato il 10,5% degli 81.990 prodotti alimentari rilevati, con vendite per 2,4 miliardi di euro, in crescita del 5%, rispetto a un anno prima.Il Trentino, in questa classifica, si posiziona sul gradino più alto del podio, seguito da Sicilia, Piemonte ed Emilia Romagna, in vetta per incidenza percentuale sul totale del valore delle vendite. Ma, per quanto sia risicato il suo peso in termini di prodotti e di valore delle vendite, la “regione dell anno” è il Molise: dopo il riconoscimento del New York Times che l ha inserita tra le mete da visitare nel 2020, ora questa regione si fa strada anche anche nel food del largo consumo. Il balzo in avanti del +28,7% delle vendite negli ultimi 12 mesi ne è una prova e il merito va soprattutto al successo in termini di vendite della sua pasta di semola.