L’offensiva diplomatica di Roma per uscire dalla sudditanza da Mosca e i sei step per surrogarla

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Luigi Di Maio e il ministro congolese Itoua
Luigi Di Maio e il ministro congolese Itoua

Sul delicato tema del gas l’orizzonte è quello di nuove intese per le forniture, e i paesi con i quali l’Italia sta stringendo accordi energetici sono la “via di fuga” dalla tirannia energetica di Mosca. L’offensiva diplomatica di Roma per uscire dalla sudditanza russa è passata e passerà nelle prossime settimane per complessivi sei step. Quali sono stati finora e quali saranno nel prossimo periodo? Abbiamo stretto accordi con Azerbaigian, Algeria ed Egitto prima di Pasqua, poi con Angola e Congo questa settimana e chiuderemo un ulteriore accorso con il Mozambico a maggio.

Gas, nuove intese per le forniture, con chi, dove e quando

Il ordine di tempo l’ultimo risultato portato a casa dai ministri Luigi Di Maio e Roberto Cingolani assieme all’Ad di Eni, Claudio Descalzi, è stata l’intesa tra l’Italia e la Repubblica del Congo per aumentare le forniture di gas. La delegazione italiana ha chiuso un accordo e tenuto un colloquio con il ministro congolese degli Affari Esteri, della Francofonia e dei congolesi all’estero Jean-Claude Gakosso e con il ministro congolese per gli idrocarburi Bruno Jean Richard Itoua.

Cosa prevede l’accordo con il Congo

L’intesa prevede “l’accelerazione e l’aumento della produzione di gas in Congo, in primis tramite lo sviluppo di un progetto di gas naturale liquefatto (GNL) con avvio previsto nel 2023 e capacità a regime di oltre 3 milioni di tonnellate all’anno (oltre 4,5 miliardi di metri cubi/anno). L’export di Gnl permetterà di valorizzare la produzione di gas eccedente la domanda interna congolese”. E lo stesso Di Maio, che aveva surrogato Mario Draghi dopo la positività al Covid di quest’ultimo, aveva già commentato su Facebook dopo Luanda: “Abbiamo raggiunto un altro importante accordo per l’aumento delle forniture di gas. Ad un mese esatto dalla mia prima visita in Angola, l’Italia firma un’importante intesa che conferma il nostro impegno a differenziare le fonti di approvvigionamento energetico”.

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