L’organismo che cura la kermesse musicale non aveva ravvisato le condizioni di sicurezza

I vincitori ucraini dell'ESC 2022, la Kalush Orchestra
I vincitori ucraini dell'ESC 2022, la Kalush Orchestra

L’Ucraina attacca Ebu per il no all’Eurovision 2023 a Kiev e sotto accusa finisce l’organismo che cura la kermesse musicale, “reo” di non aver ravvisato le condizioni di sicurezza. Nessuna decisione condivisa ed unanime dunque, anche a contare che i vincitori dell’edizione 2022 sono stati proprio gli ucraini della  Kalush Orchestra. Il  comunicato diffuso dall’EBU per annunciare che l’Eurovision 2023 non si sarebbe svolto in Ucraina ha stroncato le speranze un po’ a tutti.

L’Ucraina attacca Ebu per quel “no”

Nella nota infatti si parla di “contatti con la BBC per portarlo in UK, paese secondo classificato con Sam Ryder all’Esc di Torino”. Sono bastate 24 ore da quelle note per spingere PBC a diffondere a sua volta un comunicato molto polemico contro l’European Broadcasting Union e contro la sua tesi per cui la guerra potrebbe creare insicurezza in Ucraina anche l’anno prossimo. Ecco uno stralcio di quanto detto da Mykola Chernotytskyi, Head of the Managing Board: “L’EBU ha negato all’Ucraina il diritto di ospitare Eurovision 2023 dopo aver valutato la situazione della sicurezza nel giugno 2022”.

“Siamo molto delusi dalla decisione”

E ancora: “Siamo delusi dalla decisione dell’EBU. In questo ultimo mese tantissime persone in Ucraina hanno dato il massimo per soddisfare le condizioni necessarie per mantenere l’ESC nel Paese”. Poi in chiosa: “La sicurezza, come ovvio, è la nostra priorità. Il team della UA-PBC , il governo e le autorità locali hanno fatto un lavoro esauriente ed esaustivo offrendo diverse opzioni. È un peccato leggere un comunicato così lapidario, ma chiediamo in ogni caso ai nostri partner margini per ulteriori trattative”.

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