L’organizzazione spiega che a bordo hanno il motore in avaria e una tempesta quasi addosso

·2 minuto per la lettura
La poszione indicata da AP su Twitter
La poszione indicata da AP su Twitter

Il tweet di Alarm Phone è inequivocabile, con 95 migranti in difficoltà in acque internazionali e il pericolo concreto che il Mediterraneo possa ospitare l’ennesima tragedia del mare e dell’indifferenza. Il testo del messaggio social è fin troppo chiaro: “Novantacinque persone sono in urgente emergenza in acque internazionali”. Si tratta di una denuncia che non può essere ignorata, tanto più che arriva proprio da Alarm Phone, da un’organizzazione cioè che ha fatto della raccolta dati e chiamate di soccorso dal Mediterraneo la propria mission.

Alarm Phone, 95 migranti in difficoltà in acque internazionali: sos alla Guardia Costiera italiana

Ad ogni modo su Twitter AP spiega che il motore dell’imbarcazione “non funziona e c’è una tempesta in arrivo. Devono essere salvati immediatamente”. A quel punto l’unica via era lanciare un appello alla Guardia costiera italiana e alle forze armate maltesi. Questo, secondo la richiesta, “prima che sia di nuovo troppo tardi”. Alarm phone ha anche riportato alcune frasi della richiesta d’aiuto ricevuta dai migranti, che allo stato dell’arte si trovano in acque internazionali nel Mediterraneo centrale.

Alarm Phone, 95 migranti in difficoltà in acque internazionali: le parole di chi è a bordo

Ecco quel messaggio a cui restare indifferenti è praticamente impossibile: “Il mare è grosso, le onde altissime, la barca è piccola. Moriamo tutti, tra poco, se non mandate aiuto. Per favore, mandate qualcuno, c’è tanta acqua nella barca”. Il messaggio di Alarm Phone fa chiarissimo riferimento ad una pagina buia della solidarietà mancata, pagina che aveva suscitato perfino l’indignazione di Papa Francesco proclamata urbi et orbi domenica scorsa.

Alarm Phone, 95 migranti in difficoltà in acque internazionali, appello all’Ue

L’episodio è quello della recente strage di 130 persone provocata dal naufragio nelle acque libiche. Messaggio che fa appello indiretto anche al bisogno del premier Mario Draghi, che necessita di uscire dall’imbarazzante situazione creatasi dopo il video sulle brutalità della Guardia Costiera libica da lui elogiata. Messaggio accorato che quindi si conclude con un appello all’Unione Europea a fare ammenda del precedente errore: “Non lasciateli annegare”. Allo stato attuale non si ha menzione di iniziative prese in ambito operativo dopo la diffusione dell’allarme, la speranza è che si possa essere smentiti su un tema così cruciale quanto prima, prima magari che sia troppo tardi.