L’Ovest condanna il dirottamento bielorusso, mentre Mosca attacca

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Milano, 25 mag. (askanews) – Per la Casa Bianca “un atto scioccante”. Mentre l’Ue avverte: “Non tollereremo che si possa provare a giocare alla roulette russa con le vite di civili innocenti”.

Cresce l’indignazione occidentale e l’Unione europea minaccia ulteriori sanzioni per l’atterraggio forzato (e di fatto il dirottamento) di un aereo in Bielorussia per arrestare un giornalista dell’opposizione Raman Pratasevich, fondatore del gruppo di new media Nexta che ha documentato la recente stagione di proteste anti Lukashenko.

Intanto in un breve video, Pratasevich è apparso alla televisione di stato bielorussa. Seduto a un tavolo con le mani giunte, accanto un pacchetto di sigarette e dei fiammiferi, ha detto, parlando rapidamente, di essere in condizioni di salute soddisfacenti. Il tutto dopo che ieri alla madtre del giornalista era stato riferito che il figlio aveva problemi cardiaci.

Per Joe Biden il dirottamento e il video che Pratasevich sembra aver fatto sotto costrizione, sono vergognosi attacchi sia al dissenso politico che alla libertà di stampa.

E mentre la Bielorussia di Lukashenko utilizza metodi dal sapore sovietico, i leader dell’Unione Europea concordano le misure necessarie per vietare il sorvolo dello spazio aereo dell’UE da parte delle compagnie aeree bielorusse e impedire l’accesso ai propri aeroporti. Ursula Von der Leyen ha aggiunto che un pacchetto economico e di investimenti dell’UE da 3 miliardi di euro per la Bielorussia rimarrà sospeso fino a quando la Bielorussia non “diventerà democratica”. E oltre a chiedere il rilascio di Pratasevich, si sollecitano le autorità a Minsk di liberare la sua fidanzata russa, Sofia Sapega, che era stata portata via dall’aereo con lui.

Intanto però la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha criticato la “isteria” delle nazioni occidentali in relazione al volo Ryanair a Minsk, parlando di assenza di qualsiasi reazione a precedenti atterraggi forzati. Compreso l’aereo del presidente boliviano costretto ad atterrare a Vienna nel 2013 su richiesta dei servizi speciali statunitensi, inseguendo l’ex agente della CIA Edward Snowden.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandro Violante

Immagini Afp, The White House