L’Ue vuole regolarizzare il settore digitale in Europa

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L’Ue vuole regolarizzare il settore digitale in Europa
L’Ue vuole regolarizzare il settore digitale in Europa

Roma, 16 dic. (askanews) – L’Unione europea vuole imporre nuove regole ai giganti del web, come Amazon, Facebook e Google.

“Tutte le aziende operanti in Europa, siano esse grandi o piccole, devono essere in grado di partecipare a una concorrenza online libera ed equa, come fanno offline”, è l’appello rivolto da Margrethe Vestager, vice-presidente della Commissione europea, che sta cercando di rimettere ordine nel settore digitale.

“Viviamo in un unico mondo, che sia sulle strade o sugli schermi, dobbiamo essere capaci di fare acquisti in modo sicuro”, ha aggiunto.

“Abbiamo bisogno delle stesse regole in tutta Europa – ha sottolineato Verstager – questo è il motivo per cui c’è una regolamentazione. È basata sul nostro mercato comune, su basi legali. E ciò ha bisogno di essere legato a possibili sanzioni”, ha aggiunto Verstager, che nel piano prevede delle sanzioni dissuasive in caso di violazioni.

Un netto cambio di rotta, dopo anni passati a inseguire invano le infrazioni di Google, Facebook o Amazon nelle procedure interminabili del diritto europeo alla concorrenza.

“L’obiettivo non è di far scomparire le grandi piattaforme, ma di imporre delle regole per evitare che facciano pesare dei rischi sulla nostra democrazia”, ha spiegato il commissario al Mercato interno Thierry Breton, incaricato del dossier assieme a Vestager.

L’esecutivo europeo ha presentato una proposta divisa in due parti: il Regolamento sui servizi digitali (“Digital Services Act” o Dsa), che dovrà responsabilizzare gli intermediari, ma ancora di più le grandi piattaforme che dovranno disporre di mezzi per moderare i contenuti che accolgono e cooperare con le autorità; e il regolamento sul mercato digitale (“Digital Markets Act” o Dma) che imporrà obblighi specifici a una decina di aziende, il cui potere minaccia la libera concorrenza, tra di loro ovviamente i cinque Gafam (Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft).