La 93enne brasiliana che continua a vincere medaglie nel nuoto e a combattere il sessismo

Quando ancora Fiume era in territorio italiano, nacque – il 29 febbraio 1924, giorno dunque particolarissimo – una donna che ora è considerata un esempio di longevità e di sportività, oltre che di tenacia. Trattasi della nuotatrice, scrittrice e architetto Nora Tausz Rónai – cittadina brasiliana e plurivincitrice ai campionati masters di nuoto di Montreal 2014 con sette medaglie d’oro. E non solo, ovviamente: Nora continua imperterrita a nuotare, in totale disinteresse verso ciò che indica la sua carta d’identità.

Nora Rónai in acqua (Getty Images)

Nora, di nascita italiana (oggi Fiume è nel territorio croato, con il nome di Rijeka), proviene da una famiglia ebrea che scelse di emigrare in sud America nel 1941 – scampando dunque a una probabile deportazione nei campi di concentramento. Figlia di Edoardo e Iolanda Tausz, aveva frequentato le scuole in Ungheria fino a 11 anni, visto che Edoardo era il direttore sportivo di un club di canottaggio locale. In seguito, tornata a Rijeka, le fu impedito in quanto ebrea (e donna) di frequentare la scuola pubblica. La famiglia, sufficientemente ricca per permetterselo, le garantì comunque lezioni private di francese e matematica. La nave spagnola Cabo de Hornos portò la famiglia a Rio De Janeiro e da lì la sua vita cambiò.

Nora Rónai con le medaglie (FINA)

In Brasile ha esercitato la professione di architetto ed è diventata scrittrice, con un discreto successo soprattutto grazie a due libri: il primo per bambini, il secondo autobiografico – con i suoi ricordi dell’infanzia. Ha sposato il traduttore e scrittore Paulo Rónai, con il quale ha avuto due figlie, la giornalista Cora Rónai e la musicista e critica musicale Laura Rónai. La sua nipote Julia Rónai è fotografa.

Nora Rónai (Juliaronai.com)

La sua memoria storica può dare tanti spunti di attualità. Uno di questi è il sessismo: Nora ne parla così… “Il sessismo esiste. Ad esempio quando ero giovane mi piaceva sciare, ma all’epoca alle donne era proibito fare uno sport del genere! Sono poi diventata moglie, ho cresciuto due figlie; sono stata professoressa universitaria, e architetto: ma non ho mai lasciato che il sessimo – diretto o indiretto -mi fermasse“.

Nora, un esempio da seguire. Per tutto.

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