La battaglia di Luca: "Non sono più Paola, ma il preside non lo accetta"

Ilaria Betti
·.
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(Photo: Image Source via Getty Images)
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Luca ha 16 anni e quel nome, Paola, scritto sul manifesto che indica i candidati a rappresentanti d’istituto, non gli appartiene più: è soltanto un nome sulla carta d’identità. Per il preside del Tito Livio di Padova fa fede però soltanto l’anagrafe. Il giovane ha così deciso di combattere una battaglia, e farlo in onore di tutti i transgender discriminati. A Repubblica racconta la sua storia e quel rifiuto del dirigente scolastico.

“Mi ha detto che non avrebbe certo potuto ristampare tutte le schede elettorali. Siamo a questo: una risma di carta vale più della mia dignità”.

Il 16enne spiega quale fosse il suo intento.

“Volevo che venisse tolto il nome della mia vita precedente, quello legato a una identità di genere in cui io non mi riconosco. Volevo il nome con cui mi chiamano tutti gli amici, i compagni di classe”.

Luca dice di aver incassato la vicinanza dei suoi coetanei: il problema è forse generazionale.

“Noi abbiamo già digerito certe dinamiche. Non dico che le diamo per scontate, ma quasi. Il problema, semmai, è delle generazioni adulte. Questo caso è emblematico: il muro l’ha eretto un adulto”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.