La bilancia del Governo pende a destra

Alessandro De Angelis

Certo, non è una "risurrezione" del centrodestra tout court, perché il governo (almeno per ora) non è in discussione. Ed è evidente che l'operazione rivela l'abilità tattica di Salvini, al centro di tre schemi di gioco politici: al governo con i Cinque stelle; alle amministrative con il tradizionale assetto di centrodestra, che consentirà al leader della Lega di insediare una marea di consiglieri comunali, regionali, assessori, ovvero tanta classe dirigente radicata sul territorio prima delle europee; sulla Rai con entrambi, Di Maio e Berlusconi, col Cavaliere che dà il definitivo via libera a Foa, ottenendo rassicurazioni sulla tutela dei suoi interessi aziendali, in materia di tetti pubblicitari. Tema questo rimosso dalla discussione pubblica, anche dai Cinque Stelle che, solo una settimana fa, avevano proposto una riforma dell'attuale normativa. Gli accordi, si sa, hanno un prezzo. Il prezzo dell'accordo su Foa, che venerdì sarà nuovamente indicato dal cda Rai come presidente, è proprio questo.

Però il vertice di palazzo Grazioli è soprattutto un segnale politico. E simbolico. Insomma, mettetevi nei panni dei Cinque Stelle. In un solo pomeriggio hanno visto entrare a Palazzo Grazioli, come accadeva una volta, il ministro dell'Interno e il potente sottosegretario a palazzo Chigi per una riunione con Berlusconi e la Meloni non solo sulla Rai. Hanno letto un comunicato finale che dà il senso dell'ufficialità dell'incontro, come accade nelle coalizioni vive e vegete. In quel comunicato viene anche ribadita la volontà, senza mai citare il mitico "contratto di governo", di "trasformare in atti dell'esecutivo i principali punti del programma del centrodestra votato dagli elettori". E, per finire, è stato siglato l'accordo per le regionali, che porterà molto probabilmente il centrodestra a vincerne anche parecchie. Magari non è un cuneo, nell'immediato, piantato nell'alleanza di governo, però è un fatto politico rilevante. Alla fine dell'incontro...

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