La bimba abbandonata in Ucraina, la mamma 'mancata': “Che c'entro io con lei?"

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- (Photo: Westend61 via Getty Images/Westend61)
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“Non me la sono sentita più, mi dispiace. Non la sentivo come mia figlia, mi dicevo: che c’entro io con lei? Non ce l’ho fatta”. Queste le parole, riportate da Repubblica, della coppia di Novara che ha abbandonato in Ucraina la bambina di quindici mesi che avevano cercato ricorrendo alla maternità surrogata. La scelta sarebbe stata confermata da marito e moglie due settimane fa, al momento della convocazione in procura a Novara.

Al momento la piccola si trova con una coppia “affidataria” residente nel Piemonte nord-orientale. Il tribunale per i minorenni, da Torino, ha avviato l’iter verso la sistemazione definitiva. Intanto la Procura di Novara - che fin dall’inizio è stata investita del caso e ha coordinato le operazioni necessarie per l’arrivo in Italia della piccina - ha aperto un fascicolo. Per il momento non ci sono indagati né ipotesi di reato. Giuridicamente si tratta di un caso piuttosto complesso: l’ipotesi di un procedimento penale per “abbandono di minore” non viene esclusa dai magistrati, ma prima bisognerà sciogliere molti nodi tra norme, leggi e convenzioni internazionali.

Come dicevamo, negli scorsi giorni, il procuratore Giuseppe Ferrando ha provveduto a sentire i genitori biologici della bambina, ricevendo la conferma che entrambi non avevano più intenzione di occuparsi di lei I due, entrambi piemontesi, erano andati in Ucraina nell’agosto del 2020 - in una delle parentesi concesse dal Covid per gli spostamenti aerei - per avere un figlio attraverso una madre surrogata. Dopo il puntuale riconoscimento della bambina erano rientrati in Italia affidando la neonata a una tata del posto.

Al compimento del primo anno di vita della piccola, non avendo più notizie dai genitori e non avendo più nemmeno ricevuto il compenso pattuito per il sostentamento della bambina, la donna si è rivolta al consolato italiano. L’alternativa al viaggio in Italia sarebbe stata un orfanotrofio di Kiev. Ma portare avanti l’operazione, a cui hanno preso parte lo Scip (servizio di cooperazione internazionale della polizia) e la Croce Rossa, non è stato semplice. L’arrivo dell’aereo a Malpensa è solo la prima tappa del percorso. Adesso bisogna provvedere al futuro della bambina.

Insieme a una famiglia “affidataria” le è stata trovata una tata che parla ucraino, l’unica lingua che finora la piccola ha potuto ascoltare. Nel frattempo, si è offerta di adottare la bambina abbandonata Maria Sole Giardini, Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni: “Non si tratta di come un bambino nasce ma dell’amore che si è disposti a dargli. È per questo che io e mio marito Sergio siamo disponibili ad accogliere la bambina nata in Ucraina”.

″È una vicenda dolorosa. Voglio ringraziare i genitori affidatari e sperare che questa bambina possa ora crescere in maniera sana e armonica”, ha commentato il sindaco di Novara Alessandro Canelli.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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