La Borsa di Hong Kong vuole comprarsi "Londra" (che controlla Piazza Affari)

Danilo Di Mita

L'ex colonia che cerca di comprarsi un 'pezzo' dell'ex madrepatria. Accade nell'ovattato mondo che regola i mercati finanziari. La Borsa di Hong Kong, con un annuncio a sorpresa, ha lanciato una proposta di acquisto da circa 36 miliardi di euro per il London Stock Exchange (Lseg), che a sua volta dal 2007 controlla Piazza Affari.

L'offerta è arrivata alla chiusura del listino asiatico con una nota ufficiale: Hong Kong offre 20,45 sterline per ogni azione della Borsa londinese e 2.495 nuove azioni del suo gruppo, per un totale di 83,61 sterline per ciascuna azione del London Stock Exchange.

Considerato che il gruppo londinese vanta un totale di 354.471.415 titoli, la proposta di Hong Kong valuta il gruppo inglese circa 29,6 miliardi di sterline, cifra che sale a 31,6 miliardi di sterline (poco meno di 35,5 miliardi di euro al cambio attuale) includendo anche debiti e altri aggiustamenti. "Riunire le Borse di Hong Kong e di Londra ridisegnerebbe l'assetto dei mercati capitali per i decenni a venire", senza dimenticare che entrambi i gruppi "posseggono grandi marchi (tra cui Borsa Italiana, ndr.), forza finanziaria e comprovata esperienza di crescita", ha detto l'amministratore delegato dell'Hong Kong Exchange, Charles Li, in occasione del lancio dell'offerta.

In effetti, come recita una nota del gruppo asiatico, l'unione tra le due società "rafforzerebbe entrambe le realtà, creerebbe una delle prime piattaforme di mercato al mondo, offrirebbe agli investitori una connettività senza precedenti su scala globale, collegando i mercati occidentali con quelli orientali emergenti, a partire dalla Cina", scrive la Borsa di Hong Kong.

La Borsa di Londra, dall'alto dei suoi 200 e passa anni (fu fondata nel 1801), ha confermato di aver ricevuto l'avance asiatica, precisando che si sia trattata di un'offerta, se non ostile, di sicuro "non richiesta", tra l'altro "preliminare" (la Borsa di Hong Kong è tenuta a presentare un'offerta vincolante entro il 9 ottobre) e comunque "altamente condizionata all'acquisto dell'intero capitale sociale".

Il consiglio di amministrazione di Lseg, in ogni caso, "esaminerà la proposta e la commenterà a tempo debito", e nel frattempo proseguirà con le iniziative e progetti in cantiere, tra cui l'acquisto del fornitore di dati finanziari Refinitiv per 27 miliardi di dollari per competere direttamente sul suo campo con Bloomberg.

Da sottolineare che Hong Kong subordina la propria proposta con all'addio del progetto di acquisto di Refinitiv. È inevitabile non pensare che questa proposta, oltre ad arrivare in un momento di forte instabilità a Hong Kong, piomba sul tavolo dei consiglieri londinesi nel periodo in cui probabilmente si dovrà prendere una decisione definitiva sulla Brexit, con il suo corredo di incertezze per cittadini e imprese.

I primi effetti legati all'annuncio dell'offerta, intanto, si stanno facendo sentire alla Borsa londinese dove a metà giornata il titolo Lseg piazza un progresso del 6,36% a quota 7,181 sterline per azione.