La Brexit di Johnson ha incassato il primo sì a Westminster

Nuccia Bianchini

Forte di una maggioranza granitica, 80 deputati, il premier britannico Boris Johnson è a un passo dall'agognato traguardo: lasciare l'Ue il 31 gennaio prossimo. Il Parlamento britannico ha infatti approvato il progetto di legge sull'accordo di ritiro dall'Unione Europea. I deputati della Camera dei Comuni hanno autorizzato, con 358 voti a Favore contro 234, il testo voluto da Bojo, primo passo del processo legislativo che si concluderà con il nuovo anno: dopo il passaggio nelle commissioni, dove potrà essere emendato, il testo dovrebbe essere approvato in via definitiva il 9 gennaio prossimo.

Cosa prevede il testo

Con una maggioranza assoluta di 365 deputati, su un totale dei 650 seggi ai Comuni, non ci sono dubbi che il governo conservatore di Johnson porterà avanti la legge, che poi -dopo l'assenso della regina- sarà ratificata dal Parlamento europeo. Il progetto, che traspone nel diritto britannico l'accordo negoziato dal premier con Bruxelles ad ottobre, contiene una nuova clausola che vieta a un membro del governo di estendere il periodo di transizione successivo alla Brexit oltre la data concordata del 31 dicembre 2020; ed elimina anche precedenti disposizioni che concedevano a Westminster un certo controllo sui negoziati con l'Ue sul futuro rapporto commerciale (negoziato che comincerà una volta che il Regno Unito sarà fuori dall'Unione).

Il governo ha anche abolito una clausola in cui si impegnava a non abbassare gli standard di tutela dei lavoratori acquisiti attraverso la legislazione europea (impegno che, prima di conquistare la schiacciante maggioranza in Parlamento, Johnson aveva inserito per cercare di attrarre il voto dei deputati laburisti 'brexiter'); Bojo si è impegnato a reinserire in una legge apposita queste tutele.

In apertura del dibattito prima del voto, il leader conservatore ha chiesto ai parlamentari unità per materializzare l'uscita dall'Ue, nel rispetto del referendum del 2016, quando il 52% dei britannici votarono per la Brexit (48% i contrari). "È il momento di essere uniti e scrivere un nuovo capitolo nella storia di questa nazione", ha detto, invitando ad approfittare delle opportunità che, a suo giudizio, si aprono con l'uscita dall'Ue.

Uscito pesantemente sconfitto dal voto del 12 dicembre, il leader laburista Jeremy Corbyn ha ribadito il suo 'no' all'accordo negoziato dal premier, definendolo "terribile e dannoso per il Paese". E Corbyn, che si dimetterà ad inizio anno per lasciare il posto ad un successore, ha anche avvertito che l'accordo sarà utilizzato per portare il Paese "sulla strada della deregolamentazione e verso un accordo tossico con (il presidente degli Stati Uniti), Donald Trump".

Dopo il voto, il primo del Parlamento uscito dalle elezioni, la Camera dei Comuni e quella dei Lord avranno adesso una pausa natalizia per riprendere l'attività il 7 gennaio: ripresa proprio con l'esame di questa legge, ultimo passo prima del 'via libera' definitivo.