La Brexit potrebbe creare problemi ai controlli sui migranti in Francia

Matteo Ghisalberti

La Brexit preoccupa la Francia, che oltre la Repubblica d'Irlanda è l'unico Paese ad avere un frontiera terrestre con il Regno Unito, sebbene si trovi sotto il Canale della Manica nel tunnel ferroviario dell'Eurostar. Per i passeggeri non dovrebbero esserci grandi cambiamenti, dato che il Regno Unito non ha mai fatto parte dello spazio Schengen. Cosi, alla Gare du Nord nel centro di Parigi, sono attivi da tempo i controlli di frontiera gestiti dai poliziotti di Sua Maestà. Ciò che potrebbe cambiare sono le misure in materia di migranti.

A partire dal 2004, la Francia ha siglato in questo ambito, degli accordi con Londra. In pratica i britannici hanno "appaltato" alle dogane francesi, la gestione dei migranti. Tra questi, il più importante è 'l'accordo di Touquet', che permette ai due Stati di effettuare reciproci controlli di frontiera, nei porti della Manica e del Mare del Nord.

Il trattato prevede anche una contropartita finanziaria. Così, secondo il sito governativo francese www.vie-publique.fr, nel solo triennio 2015-2018 Londra ha pagato a Parigi 113 milioni di euro "per migliorare le misure di sicurezza al porto di Calais". 

Nel gennaio del 2018, i due Paesi hanno raggiunto un nuovo accordo: quello di Sandhurst, la cittadina inglese in cui si è svolto i bilaterale franco-britannico. Con il nuovo testo, il Regno Unito si è impegnato ad aumentare il contributo pagato alla Francia di 50 milioni di euro. Tale importo è servito a "rinforzare le infrastrutture di sicurezza, di video sorveglianza e delle barriere a Calais e negli altri punti di frontiera" in territorio francese. Questi accordi sono stati criticati a più riprese, soprattutto quando si sono verificate delle tragedie legate ai migranti.

Nelle regioni francesi più vicine alla Manica, si lamenta il fatto che il Regno Unito blocchi i migranti sui loro territori. La Cncdh francese (Commissione nazionale consultativa dei diritti dell'uomo) ha affermato che gli accordi di Touquet, obbligavano la Francia ad essere "il braccio poliziesco della politica migratoria del Regno Unito". Considerati i problemi esistenti già prima della Brexit, legati alla gestione dei migranti, le regioni affacciate sulla Manica, temono che la situazione possa peggiorare a partire dal 1 febbraio 2020.

Calais è la città che, più di tutte, soffre della presenza dei migranti. Questo perché, nel corso degli anni, è diventata una sorta di Ventimiglia del Nord. È da qui infatti che partono, sempre più spesso, dei boat people che i guardiacoste francesi o britannici intercettano regolarmente, riportando i fuggiaschi sul continente.