La bufala dei bambolotti neri negli asili di Codroipo

Si è gridato allo scandalo nelle ultime ore, quando dalle pagine del Messaggero Veneto è uscita la notizia che il Comune di Codroipo aveva vietato l’uso di bambole di colore all’interno degli asili. (Credits – Getty Images)

Si è gridato allo scandalo nelle ultime ore, quando dalle pagine del Messaggero Veneto è uscita la notizia che il Comune di Codroipo aveva vietato l’uso di bambole di colore all’interno degli asili comunali. Una scelta razzista, con la voce che raccontava che dai bambolotti si sarebbe passati anche a vietare gli strumenti musicali esotici e ogni riferimento culturale che non riguardasse la tradizione italiana.

Una notizia che ha creato forti polemiche in un periodo dove il fantasma del razzismo aleggia pericoloso sull’Italia. E subito sui social, ma anche sulla stampa, si è scatenato un attacco al Comune friulano guidato da una maggioranza di centrodestra. Ma davvero negli asili di Codroipo non si potrà più giocare con i bambolotti di colore? No, non proprio.

Secondo quanto riporta il quotidiano veneto, infatti, sarebbe stato abolito ogni riferimento alle “diverse culture” o alle “culture di provenienza” degli alunni, mettendo al bando bambolotti con la pelle di colore diverso da quella bianca, strumenti musicali che vengono utilizzati in altri Paesi o giocattoli che possano ricordare, appunto, culture diverse. Ma cosa dice, esattamente, il regolamento comunale?

“Le parole “e contribuendo ad integrare le differenze ambientali e socio-culturali anche assicurando la presenza di materiali ludico-didattici che fanno riferimento alle diverse culture” sono sostituite dalle seguenti “con lo scopo di favorire in ogni bimbo la possibilità di svilupparsi ed esprimersi liberamente, contando su interventi educativi che gli consentano, senza inibirlo, di orientare le proprie energie verso comportamento in cui egli riesca a stabilire proficue relazioni e a manifestare in modo costruttivo la propria iniziativa ed inventiva, supportato da adeguati materiali ludico-didattici […] Le parole “e alla cultura di provenienza” sono sostituite dalle seguenti “garantendo a tutti i piccoli uguali possibilità di sviluppo e di mezzi espressivi e contribuendo a superare i dislivelli dovuti a differenze di stimolazioni ambientali e culturali“.

Come si vede, da nessuna parte si parla di divieti. C’è solo un generico “superare i dislivelli dovuti a differenze di stimolazioni ambientali e culturali” che, però, non vieta in alcun modo agli operatori dell’asilo di intervenire con attività di carattere culturale che riguarda altre etnie o quant’altro. Insomma, una notizia basata sul nulla, ma che subito è rimbalzata sul web diventando verità.

Potrebbe anche interessarti:

Studio: “piaga” in tutta Ue razzismo basato sul colore della pelle

Facebook, da un ex manager arrivano accuse di razzismo

Napoli, Repubblica: “La squadra azzurra potrebbe lasciare il campo in caso di cori beceri!”