La cabin nata dal legno malato e un braccio meccanico comprato su eBay

Di Stefano Annovazzi Lodi
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Photo credit: Andy Chen
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From ELLE Decor

Una notizia che in Europa è passata quasi inosservata ha in realtà qualche attinenza con quanto successo in Italia. Tutti ricordiamo la moria dei grandi ulivi pugliesi, causati dalla Xylella, o quella delle palme attaccate dal punteruolo rosso, con tanto di manifesti in metropolitana per la caccia al parassita, sfociata purtroppo in misure palliative, come l’abbattimento selettivo, che hanno salvato il salvabile. Qualcosa di simile sta accadendo in America, dove un insetto chiamato Emerald Ash Borer colpisce un decimo dei quasi 9 miliardi di frassini, avanzando aggressivo e obbligando a trovare soluzioni rapide. E la soluzione più rapida, purtroppo adottata fino a ora, è quella di usare il legno semplicemente come combustibile: una trovata non certo ottimale dal punto di vista ambientale.

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Nello stato di New York, la sfida è particolarmente ostica perché il frassino è un legno che le segherie locali non trattano a causa della sua irregolarità, quindi è una materia prima non troppo appetibile, che scoraggia gli investimenti. Il problema ha richiesto inventiva, ricerca, e anche un po’ di fortuna. Il College of Architecture, Art, and Planning della Cornell University non si è però rassegnato allo spreco e ha costruito un team per l’occasione. Come rendere utilizzabile un materiale non solo poco adatto ma addirittura deteriorato? Studiandolo pezzo per pezzo, analizzandone le irregolarità e sfruttandone ogni millimetro.

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Leslie Lok e Sasa Zivkovic, assistenti della cattedra di Architettura e titolari di Hannah Design Office, hanno deciso di mettere a frutto la tecnologia di stampa 3D e robotica e dare una dimostrazione dell’uso che si può fare del frassino, costruendo Ashen cabin, nascosta nel bosco, prototipo di tante altre costruzioni possibili grazie a un materiale che da un momento all’altro è diventato molto abbondante.

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La svolta è stata l’acquisto su Ebay di un braccio meccanico dismesso da General Motors. Con precisione industriale, la sega elettrica scannerizza i ceppi e li taglia poi in assi. Il frassino non è utilizzato solo come materiale da rivestimento, ma anche per le pareti, limitando il cemento (la cui produzione è responsabile dell’8% di emissioni di CO2 nel mondo) allo stretto indispensabile.

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Quello che fino a poco fa era un rifiuto acquista così nuovo valore e, facendo di necessità virtù, stimola nuovi metodi costruttivi, replicabili, e a minor impatto. “Riteniamo che questo prototipo offra un nuovo modo di pensare al futuro della costruzione di case”, afferma Lok. “La cabin è una combinazione della nostra ricerca progettuale e del nostro pensiero in risposta alle condizioni urgenti del nostro ambiente naturale e alle possibili modalità di intervento e dimostra il nostro uso potenzialmente replicabile di tecnologie relativamente nuove che ci consentono di promuovere l’innovazione sia formale che tecnologica in architettura”.

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www.hannah-office.org