La caccia spietata ai pesci leone nelle acque della Florida

YURI CORTEZ / AFP

AGI - “I pesci leone devono essere uccisi uno ad uno, con una lancia ad asta: un'asta di metallo, con punte seghettate all'estremità, che si lancia nell'acqua dispiegando una fionda di gomma”, scrive il New Yorker. È la missione di Rachel Bowman, una subacquea specializzata nella caccia, nella cattura e nell'uccisione del pesce leone, una specie originaria delle acque indo-pacifiche.

Bowman considera i pesci leone non sono una preda ma “nemici”, possono essere pericolosi: le loro spine contengono una delle neurotossine più potenti del mondo acquatico; il loro pungiglione è velenoso, così come le due punte sulle pinne pelviche e le tre sulle ghiandole anali.

Invasive lionfish—which have no native predators—have been spreading south for years. They've now made it to Brazil https://t.co/qb6aO00cAL

— National Geographic (@NatGeo) September 5, 2022

Negli ultimi due decenni, molti subacquei hanno fatto della caccia al pesce leone la loro ossessione, ma nessuno sembra averlo fatto con l'intensità di Rachel Bowman, osserva il New Yorker, tanto che da alcuni anni ne è scaturita anche un competizione, l'Emerald Coast Open Lionfish Tournament, del quale lei ha vinto l'Open per la terza volta quest'anno nelle acque della Florida.

Racconta il settimanale americano: “All'evento di quest'anno la posta in gioco era ancora di più: quasi centomila dollari in totale. La squadra che ha catturato più pesce leone ha ricevuto un premio in denaro di diecimila dollari. Un premio di cinquemila dollari è stato assegnato a chi ha catturato il pesce leone più grande”.

I pesci leone sono in genere commestibili e anche commerciabili, quindi i vincitori posso guadagnare anche migliaia di dollari dalla vendita del pescato. Più di centoquarantacinque persone si sono registrate alla “battuta di caccia” e si sono preparate a immergersi anche per dieci volte al giorno, a volte fino a una profondità di duecento piedi.

In the Florida Panhandle -where swarms of lionfish gobble up native species- the Emerald Coast Open Lionfish Tournament offers cash prizes to divers skilled at spearing one predator after another, reports The New Yorker. pic.twitter.com/Wqcb7EWadh

— Causes (@causes) September 6, 2022

La Bowman e la sua squadra di tre persone, che hanno gareggiato sotto il nome di Lionfish University, un'organizzazione no profit che li sponsorizzava, hanno affrontato squadre con cui hanno gareggiato in precedenza, dai nomi come DeepWater Mafia e Alabama Jammin. Durante il torneo, i concorrenti hanno dovuto uccidere più di diecimila pesci leone. Una strage.

Si osserva che la ragione più probabile del successo che i pesci leone hanno avuto nell'attraversare le acque dell'Atlantico è proprio ciò che li rende così dannosi oggi: il loro appetito insaziabile. Che è poi anche il motivo preincipale per cui sono stati buttati fuori dagli acquari e gettati in mare aperto fino al punto da costituire un serio problema per la fauna ittica. Gli sciami di pesci leone che popolano il mare al largo delle coste dell'Indonesia o dell'Australia divorano infatti enormi quantità di specie autoctone impoverendo le acque di quelle zone.