La Camera approva la Nadef per soli 3 voti. L'opposizione alla maggioranza: "Riflettete"

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Dopo il Senato anche la Camera ha dato il disco verde alla Nadef. Welfare, famiglia e investimenti sono i pilastri su cui poggia il provvedimento, insieme alla digitalizzazione e alla lotta all’evasione fiscale che - ha assicurato il viceministro all’Economia Laura Castelli - “sarà centrale” nell’azione del governo. L’esito del voto potrebbe però avere delle ripercussioni sulla maggioranza. La risoluzione è passata con 318 voti favorevoli, 194 contrari e due astensioni. “Per soli tre voti la maggioranza ha avuto la possibilità di approvare la Nota. Con quattro assenti quella risoluzione saltava. Date le condizioni politiche precarie, ricordate che oggi non siete andati a casa per tre voti. Fate una riflessione”, ha detto Simone Baldelli, di Forza Italia, dopo il voto rivolgendosi agli avversari.

Sono stati 14 i deputati del Movimento 5 stelle che non erano presenti durante le votazioni, dieci invece i pentastellati in missione. Dal Pd spiegano che i cinque assenti erano giustificati, mentre nel Movimento si sostiene che diverse assenze sono legate a motivi di salute. Un assente anche in Leu e in Italia viva.

Il clima prima del voto è stato riscaldato in aula con una bagarre con tanto di sospensione della seduta. A scatenare le intemperanze sono stati i deputati leghisti che hanno più volte urlato il coro “elezioni, elezioni” durante il dibattito sulla Nota di aggiornamento al Def.

Intanto il M5s fa sapere che “se le forze politiche si ascoltassero capirebbero che hanno tutti parlato dell’urgenza di adottare politiche anticicliche, della necessità di un protagonismo italiano e della lungimiranza nella programmazione pluriennale, esprimendo posizioni anche molto comuni”. Il riferimento è appunto agli scontri verbali che si sono registrati in Aula a Montecitorio durante la discussione generale. 

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