La 'campanella' e il passaggio delle consegne. Draghi al lavoro, Conte esce di scena

Luca Mariani
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AGI - Un suono secco, breve, appena accennato. Nonostante il covid, Mario Draghi riceve la campanella direttamente dalle mani del premier uscente Giuseppe Conte e concede poco allo spettacolo. Un breve scampanellio e si reca subito nel suo nuovo ufficio di palazzo Chigi, prima di far giurare il sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli.  

Più scenografica l'uscita di scena di Conte. I dovuti onori militari, la guida rossa e poi il commiato tra gli applausi dei dipendenti, affacciati dalle finestre che danno sul cortile della Presidenza. Conte ha salutato con ampi cenni e poi ha lasciato palazzo Chigi mano nella mano con la sua bionda compagna Olivia Paladino. Il portavoce Rocco Casalino è stato immortalato in lacrime dai fotografi.

Gli applausi di commiato non sono un'esclusiva di Conte. Li ricevettero, tra gli altri, Berlusconi, Gianni ed Enrico Letta, Gentiloni. A Conte va dato atto di essere stato il primo a salutare personalmente uno a uno i dipendenti della Presidenza sia al suo arrivo nel 2018 sia pochi giorni fa, dopo l'accettazione dell'incarico con riserva da parte di Draghi. Uno stile elegante, gentile, quasi affettuoso, molto apprezzato da chi lavora a palazzo Chigi.
 

Il primo Consiglio dei Ministri del Governo Draghi è durato meno di mezz'ora. Garofoli è il segretario del Cdm. Draghi invita i ministri a un lavoro di squadra e assicura che il Governo avrà la massima attenzione per i temi dell'ambiente. "Dovremo lavorare coesi per mettere in sicurezza il Paese".

Non sono pochi i nodi da affrontare: il piano vaccini, le regole per contenere la pandemia, la necessità di far ripartire l'economia, il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione che finiscono a marzo, il Recovery plan da presentare alla Ue ad aprile, le cartelle esattoriali bloccate, la didattica da recuperare nei mesi estivi (insegnanti permettendo), i migranti, la situazione in Libia, le missioni militari italiane all'estero, le regole per i detenuti con la pandemia in corso, la frustrazione dei più giovani che non studiano nè lavorano, il rapporto debito/pil. L'elenco dei guai italiani fa tremare le vene ai polsi. Guidare la Bce è complicato, ma governare l'Italia non è più semplice. La speranza è che non sia "inutile", come affermarono Giolitti e Mussolini.

Oggi il Consiglio dei Ministri ha formalizzato le deleghe ai ministri senza portafoglio. Ieri Draghi aveva erroneamente indicato per Maria Stella Gelmini "gli Affari generali e le Autonomie". Si è trattato di un lapsus. Gelmini sostituisce Boccia al ministero per gli Affari regionali e le Autonomie. Non è ancora chiaro a chi andranno le deleghe per gli Affari europei (ex ministro Amendola) e allo Sport (ex ministro Spadafora).