“La carezza della memoria”, Carlo Verdone: un libro per dire grazie

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 16 feb. (askanews) - Il nuovo libro di Carlo Verdone "La carezza della memoria", appena pubblicato da Bompiani, è un collage di ricordi personali e professionali, aneddoti, gag, omaggi, nato quasi per caso un anno fa all'inizio del lockdown. Verdone ha spiegato ad Askanews: "Il primo giorno di lockdown mi sono chiesto: ma questo è un anno perso o un anno guadagnato? Visto che ero bloccato a casa ho pensato che potevo mettere in moto il cervello e scrivere un nuovo libro, ma mi mancava l'idea. Il giorno dopo decido di mettere a posto uno scatolone, sigillato dal 2013, che cade, si spacca e scivolano fuori fotografie, oggetti, agendine, fogli. Da lì mi è venuta l'idea di trasformare ognuno di quelli in un racconto".

In "La carezza della memoria" c'è il racconto dell'esordio televisivo con Enzo Trapani, quando l'attore arrivò timido e impaurito a Torino per "Non stop" incoraggiato dalla madre, ma c'è anche il ricordo divertente di suo padre alla guida, c'è il commovente incontro con una giovane prostituta in un'atmosfera pasoliniana e le bische romane da cui sono nati tanti personaggi dei suoi film. Il libro è dedicato ai due figli, con un racconto sul senso di protezione nei suoi confronti della piccola Giulia e uno sulla complicità con Paolo, appassionato di musica come lui. "Il libro è un ringraziamento e un atto di riconoscenza verso persone e luoghi che mi hanno regalato stupore, dando a me una carezza nell'anima" ha rivelato Verdone ad Askanews.

Nel libro l'attore e regista ricorda l'atmosfera creativa e folle di Roma negli anni della sua giovinezza e colleziona tanti episodi, raccontati con dolcezza e un po' di nostalgia. "Era una Roma con più dignità, dove la delinquenza non era così terribile come oggi: il grande ladro rapinava la banca, oggi è tutto più pericoloso, la droga ha cambiato Roma e il mondo" ha detto Verdone. La costante della sua vita, come emerge dal libro, sono state la sua gentilezza e la sua curiosità verso gli altri. "Ci sono caratteri interessanti anche oggi, bisogna fermarsi e osservare, ascoltare. - ha detto Verdone - La gente però oggi è più distratta, dal cellulare, dal computer, dai social, e quindi si dà meno agli altri e si è più soli".

Se gli si chiede di proiettarsi in un prossimo futuro nella sua città, Verdone oggi dice: "Dipenderà dalle persone che avranno in mano lo scettro del comando della città, dalle iniziative che prenderanno, dalla lezione che avremo appreso dal Covid, dalla grande voglia di ritornare a stare insieme. Se ci sarà questa voglia e le persone giuste, che avessero anche una qualche molecola di un Renato Nicolini, si potrebbero fare cose molto importanti. Ci vuole onestà e creatività".