La Cei rilancia gli oratori nell'estate della pandemia

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Roma, 19 giu. (askanews) - Si chiama "Aperto per ferie" il progetto della Conferenza episcopale italiana per rilanciare gli oratori estivi in tempo di pandemia.

"Noi non dobbiamo interpretare le norme sul distanziamento fisico o i protocolli sanitari come regole che ci impediscono di fare delle cose importanti che ci stanno a cuore", afferma ai microfoni di Radio vaticana il responsabile Servizio per la pastorale giovanile della Cei, don Michele Falabretti. "Se l'oratorio un luogo di educazione alla vita quest'estate importante che noi accettiamo questo gioco, assumiamo l'emergenza del virus e la rileggiamo. Educare i bambini, i ragazzi adolescenti al rispetto di s stessi, alla cura del proprio corpo e al rispetto degli altri, attraverso l'osservanza delle norme che ci vengono date, infatti un aspetto educativo importante. Non leggiamo le norme di sicurezza sanitaria come una tassa da pagare ma piuttosto come un laboratorio educativo".

"Non dobbiamo aver paura di presentare i nostri progetti alle autorit locali affinch ci sia un lavoro di corresponsabilit, un confronto e perch attraverso questo confronto noi possiamo crescere nel rispetto delle norme e delle leggi della societ. Ma nello stesso tempo possiamo aiutare anche la societ, il mondo, a capire che il nostro progetto un progetto buono. Lo riteniamo buono? Benissimo: raccontiamolo e condividiamolo perch condividerlo sicuramente non sminuir la bont di quello che stiamo facendo".

"Molte sono le domande del territorio, di chi si occupa di pastorale giovanile: di parroci, di preti, di laici, di religiosi e religiose che dovendo organizzare un'attivit del genere in questo momento devono avere delle attenzioni in pi, delle attenzioni diverse. Questo non facile ma non nemmeno impossibile. Noi non possiamo sognare di lavorare sempre nelle condizioni ideali, in particolare quest'anno la fatica evidente a tutti. Per un'occasione per dire che come Chiesa ci siamo e siamo ancora convinti che l'azione educativa debba essere una questione che ci sta davvero a cuore".