La cerimonia di insediamento di Joe Biden è stata semplicemente perfetta

Di Carlotta Sisti
Photo credit: ANDREW CABALLERO-REYNOLDS - Getty Images
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From ELLE

L'obbligo a ridurre tutto all'essenziale, causa pandemia, certo, ma anche causa schegge impazzite, avrebbe potuto rendere la cerimonia di insediamento, giuramento di Joe Biden, 46esimo presidente degli Stati Uniti d'America (a 78 anni il più anziano mai eletto e secondo cattolico dopo JFK) e invece ha fatto vibrare tutto di un'emozione ancora più potente. Gli invitati, mai così pochi, le sedie distanziate, le mascherine diligentemente sui volti di ognuno, sono il primo segnale che non solo qualcosa, ma TUTTO è cambiato. Alla tracotanza menefreghista di Trump, che per non smentirsi se n'è andato in Florida prima dell'insediamento del nuovo presidente (non accadeva da oltre un secolo) rassicurando i suoi che tornerà, in un modo o nell'altro, Biden ed Harris hanno da subito contrapposto il senso di responsabilità e serietà. Entrambe parole che si erano liquefatte negli ultimi 4 anni. Ma ora basta guardare al passato, e lo ha detto per primo Joseph detto Joe, che solo qualche giorno fa s'era lasciato andare a una commozione toccante nel suo Delaware, ricordando il figlio Beau, morto nel 2015. "Oggi non celebriamo la vittoria di un candidato ma della democrazia. La democrazia è preziosa e fragile, e oggi ha vinto. Chiedo a tutti gli americani di aiutarmi nell'unire il Paese. Metterò tutta la mia anima per riunire la nazione. Uniti contro i nemici che affrontiamo, l'odio, l'estremismo, l'illegalità violenta, le malattie, la disoccupazione, la mancanza di speranza: con unità possiamo fare cose importanti".

Joe Biden e la sua vice, prima donna e prima donna di colore, Kamala Harris hanno entrambi giurato sulla Bibbia, come da tradizione, ma giusto una manciata di ore dopo il neo presidente s'è diretto alla Casa Bianca per iniziare a disfare ciò che il suo capo del personale ha descritto come "i danni più gravi" dell'eredità del suo predecessore. Con un senso di urgenza inteso a riflettere l'entità dei compiti che ha davanti, Biden firmerà 15 ordini esecutivi, oltre a una raffica di memorandum e decreti dello Studio Ovale. Ma per oggi, concedete di dedicare un attimo anche a Lady Gaga, che ha cantato l'inno nazionale. Tutto qui? No.



No, perché se pensate a come è iniziata la carriera di Gaga, da “The Fame Monster” ad oggi, vedrete una parabola degna di un biopic con dentro tutto: la fame di successo, gli eccessi, il guizzo geniale, la fama, lo shock generato, l'amore generato, il trasformismo, il dolore, il successo, tutto. Gaga che piange in diretta Instagram alla notizia che il suo Joe ce l'ha fatta è stata una delle cose più meravigliose che i social ci hanno regalato in questi mesi folli, Gaga che canta l'inno nazionale alla cerimonia di giuramento è solo il coronamento perfetto di tutto questo. Che dire, quando spacca, l'America spacca davvero. E che la new era sia la più splendente, per il bene, davvero, di tutti.