La Chiesa di Delhi mobilitata per soccorrere i musulmani feriti

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Città del Vaticano, 26 feb. (askanews) - Chiese, parrocchie, scuole e istituzioni ecclesiali nell'arcidiocesi di Delhi stanno offrendo soccorso alle persone ferite negli scontri tra indù e musulmani che caratterizzano le manifestazioni popolari organizzate nella capitale indiana. Lo riporta Fides, agenzia di stampa della congregazione vaticana per l'Evangelizzazione dei popoli, ricordanco che è di 20 morti e 189 feriti il bilancio dei violenti scontri tra sostenitori e oppositori della nuova legge (Citizenship Amendment Act, CCA), approvata dal governo, che concede la cittadinanza indiana agli immigrati di Bangladesh, Afghanistan e Pakistan e la nega alle minoranze musulmane di quei paesi.

Scrive Mons. Anil J. Couto, Arcivescovo di Delhi, in una lettera inviata a tutta la comunità, a parroci, istituti, scuole cattoliche: "In questo momento di prova, mentre improvvise rivolte attanagliano Delhi, ci facciamo avanti con le nostre preghiere e ogni possibile sforzo per portare soccorso alle persone colpite in termini di riparo, cibo e vestiti". La lettera dell'Arcivescovo Couto, pervenuta a Fides, chiede alle istituzioni della Chiesa di aprirsi alle necessità della gente, sollecitando i parroci a informare i fedeli affinché "diano il loro contributo per aiutare tutti coloro che sono nel bisogno in questo tempo quaresimale".

Suor Anastasia Gill, della congregazione della Presentazione del Signore e membro della Commissione per le minoranze di Delhi, ha condannato gli attacchi mirati sui musulmani. "I cristiani non dovrebbero essere semplici spettatori mentre i cittadini musulmani vengono attaccati", afferma a Fides la religiosa, che è anche un avvocato. "Ci sono vittime innocenti e ai feriti non è permesso andare in ospedale per le cure. I negozi nelle aree musulmane sono stati bruciati da militanti autorizzati a distruggere proprietà e creare violenza ", rileva. "Il nostro ruolo è difendere la giustizia", afferma, esortando i membri della comunità cristiana a "formare comitati di pace per impedire che i provocatori si infiltrino nelle loro località". "Impedite a queste persone di entrare nelle vostre aree", ha detto. La religiosa sollecita le istituzioni cristiane a "monitorare la situazione, a essere solidali con i musulmani e con le altre comunità, adottando misure per porre fine alla violenza". I cristiani, ha aggiunto, sono chiamati a portare soccorso medico ai feriti e a dare rifugio alle persone colpite dalla violenza.