La Cina attacca i politici italiani per la conferenza di Joshua Wong

Parole pesanti, e senza mezzi termini, della Repubblica Popolare Cinese verso i politici italiani che hanno tenuto una conferenza stampa su Hong Kong giovedì al Senato, durante la quale è stato attivato un collegamento video con il leader degli studenti pro-democrazia Joshua Wong.

"Joshua Wong ha distorto la realtà, legittimato la #violenza e chiesto l'ingerenza di forze straniere negli affari di #HK", ha dichiarato il portavoce dell'Ambasciata Cinese in Italia sul profilo ufficiale Twitter della rappresentanza diplomatica. "I politici italiani che hanno fatto la videoconferenza con lui, hanno tenuto un comportamento irresponsabile" ha aggiunto. 

La conferenza, con l'intervento via Skype di Wong, era stata organizzata da Fratelli d'Italia e dal Partito Radicale e promossa dal senatore di FdI e vicepresidente del Copasir, Adolfo Urso, da Laura Harth, rappresentante del Partito Radicale presso l'Onu e da Giulio Terzi di Sant'Agata, ambasciatore, già ministro degli Affari esteri.

Vi sono intervenuti i parlamentari Enrico Aimi (Forza Italia), Andrea Delmastro Delle Vedove (Fratelli d'Italia), Valeria Fedeli (Partito Democratico), Lucio Malan (Forza Italia), Federico Mollicone (Fratelli d'Italia), Manuel Vescovi (Lega), Isabella Rauti (Fratelli d'Italia), Iwobi Tony Chike (Lega).

Le reazioni

"La dichiarazione del portavoce dell'Ambasciata cinese in Italia di presunta irresponsabilità dei parlamentari presenti alla conferenza stampa con il leader della rivolta di Hong Kong Joshua Wong rappresenta un tentativo gravissimo di ingerenza nell'attività del parlamento", ha commentato il deputato FDI Federico Mollicone, che ha partecipato all'iniziativa. "Il premier Conte e il ministro Di Maio - ha continuato - cosa dicono? Stanno svendendo la nostra sovranità e la centralità del parlamento? Esprimiamo seria preoccupazione per Wong e la sua incolumità." 

"L'ambasciata cinese definisce "irresponsabili" i parlamentari italiani che hanno parlato con il leader della protesta di Hong Kong? Una intromissione inaudita! Chiediamo ai Presidenti di Camera e Senato di tutelare con fermezza la dignità del Parlamento italiano", gli ha fatto eco su Twitter il deputato del Pd, Andrea Romano.

"Ci aspettiamo una nota ufficiale del Ministero degli Esteri a tutela delle prerogative del Parlamento italiano. Se hanno osato tanto è perché pensano che l'Italia sia ormai sottomessa". ha scritto su Twitter il senatore di Fratelli d'Italia Adolfo Urso, "promotore della iniziativa violentemente censurata" dall'Ambasciata cinese.

"La considerazione che stiamo facendo, anche alla luce di quello sta succedendo a Hong Kong e il lavoro che e' stato fatto dalla delegazione italiana a Taiwan, è che ci sembra assurdo che la Cina si permetta di entrare a pieno titolo nelle questioni di Stati sovrani, come quello italiano". Così ha commentato l'ex ministro leghista Gian Marco Centinaio. "Si tratta di parlamentari eletti dai cittadini italiani: non possiamo permettere che la Cina ci venga a dire cosa dobbiamo fare o non dobbiamo fare". "Mi lascia perplesso che il governo non sia intervenuto - aggiunge poi Centinaio -, il silenzio imbarazzante del nostro ministro degli Esteri".

"Intollerabili le dichiarazioni del portavoce dell'Ambasciata cinese in Italia sull'iniziativa organizzata ieri in Senato, anche da Fratelli d'Italia, con Joshua Wong, uno dei leader della protesta di Hong Kong. Siamo allibiti dall'arroganza e dalla sfrontatezza con le quali la rappresentanza diplomatica di Pechino si e' permessa di censurare l'iniziativa di alcuni parlamentari italiani definendola "irresponsabile". Questo l'affondo di Giorgia Meloni. "Fratelli d'Italia chiede ufficialmente ai presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati, di far sentir subito e forte la voce del Parlamento italiano a difesa del sacrosanto diritto di deputati e senatori di esprimere le proprie idee e organizzare le iniziative che desiderano. Chiediamo al Governo italiano, e segnatamente al ministro degli Esteri Di Maio, di convocare immediatamente l'ambasciatore cinese per ricordare che l'Italia e' uno Stato democratico, a differenza del regime liberticida cinese".