La Cina mette in lockdown Xian, test ai 13 milioni di abitanti

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Roma, 23 dic. (askanews) – A un mese e mezzo dall’inizio delle Olimpiadi invernali a Pechino, la città cinese di Xian con i suoi 13 milioni di abitanti entra in un lockdown severo, come richiede la cosiddetta strategia “zero Covid” del governo cinese, che punta a limitare al massimo i contagi, solitamente una decina di casi giornalieri.

Ma a Xian di infezioni ne sono state registrate circa un centinaio e dalla mezzanotte di giovedì 23 dicembre tutti i residenti dovranno rimanere confinati in casa e uscire solo “per motivi di emergenza”. Come in passato, una sola persona per nucleo famigliare è autorizzata a uscire per fare la spesa ogni due giorni. Tutte le attività “non essenziali” sono chiuse.

Agli abitanti è vietato lasciare la città e dovranno invece sottoporsi a una campagna di test di massa.

Nella città, situata nel centro della Cina, intanto è arrivata la vice-premier cinese Sun Chunlan per un incontro con i responsabili politici locali e una visita in un quartiere residenziale.

Il governo ha raddoppiato la vigilanza in vista dell’apertura dei Giochi olimpici invernali il 4 febbraio.

“La propagazione di Omicron e di altre varianti ha aggiunto un grande livello di incertezza alla pandemia mondiale. Durante i giochi olimpici invernali un grande numero di partecipanti provenienti da differenti paesi e regioni arriveranno in Cina, i flussi e gli assembramenti di persone aumenteranno fortemente. Ci sarà un certo numero di casi positivi, c’è una probabilità elevata che questa situazione si produca”, ha spiegato la vice-presidente del Cio di Pechino 2022 Han Zirong.

Misure draconiane che contrastano con il numero esiguo di contagi registrato, poco più di 100.000 da inizio pandemia. In confronto, solo mercoledì 22 dicembre, nel Regno Unito sono stati conteggiati 106.000 nuovi casi. La Spagna ha registrato il suo record quotidiano nello stesso giorno: più di 60.000 casi mercoledì.

In base a due studi britannici, uno studio scozzese e l’altro dell’Imperial College di Londra, tuttavia, le infezioni legate alla variante Omicron tenderebbero a ridurre di due terzi (o addirittura del 40-45%, secondo lo studio inglese) il rischio di ospedalizzazione in confronto alla variante Delta.

Ma se Omicron è meno pericolosa, è comunque più contagiosa e quindi bisogna rimanere cauti per i rischi sul piano collettivo.

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