La Cina va in Ucraina... a caccia di mogli

Max Mei e la moglie Dasha in un fotogramma del video promozionale dell’agenzia che lui ha fondato per trovare mogli ucraine a uomini single del suo paese natale, la Cina.

Max Mei è un cinese che ha trovato l’amore in Ucraina, e da questo incontro ha ricavato una fortunata iniziativa imprenditoriale: un’agenzia matrimoniale che mira a far rivivere ai suoi concittadini le stesse emozioni d’amore che ha vissuto lui.

ULove è un’agenzia con sede nella città di Kharkiv, la seconda per grandezza in Ucraina, che ha come scopo il mettere in contatto delle giovani donne locali con ragazzi e uomini cinesi iscritti sul più famoso social network dello stato asiatico, Weibo. Milioni di iscritti possono dunque provare a trovare la donna della loro vita sul web, a patto che siano sufficientemente belli e ricchi per lo standard di ULove.

Anche Max Mei ha conosciuto così sua moglie Dasha? Non esattamente. L’imprenditore cinese si era trasferito in Ucraina da giovane, nel 2001, a studiare. Visto che in Cina non era stato abbastanza bravo a livello scolastico per entrare nei migliori istituti locali, decise di scegliere un’università estera che fosse non troppo costosa ma sufficientemente rinomata, per convincere lo stato a ricevere la borsa di studio per studenti all’estero. Mei andò dunque a Kharkiv, pur non sapendo che si trovava in Ucraina; inizialmente si era addirittura confuso con l’Uganda.

Le sue attività universitarie continuarono a essere deficitarie, ma grazie a un club di tennis conobbe Dasha. La sua crescente dimestichezza con il russo gli permise di frequentare la ragazza, molto più giovane di lui: 12 anni di differenza. Alla fine però tutto è andato per il meglio: Max e Dasha si sono sposati e ora hanno due figli.

A quel punto l’uomo ha intuito che la sua storia poteva essere potenzialmente anche quella di molti altri. Un’opportunità di mercato, insomma: mettere insieme i tanti cinesi single con la “sovrabbondanza di bellezza ucraina“. Pare che ULove, sulla base di questa idea, funzioni a meraviglia: il tasso di soddisfazione tra gli utenti è molto alto e i matrimoni nati dall’agenzia sembrano andare a gonfie vele. In particolare un utente ha scritto che “a differenza della mia ex moglie cinese, che mi trattava come un bancomat, la mia nuova moglie è bella e mi aiuta a migliorare il mio livello di russo, importante per il mio lavoro“.

Il servizio non è a buon mercato: iscriversi al programma base costa quasi 10mila euro, viaggi in Ucraina esclusi. Per permettere agli uomini di scegliere la moglie giusta viene organizzato un singolo rendez-vouz, con una ventina di ragazze, aperitivo e possibilità di danzare. Nel programma avanzato, che costa 128mila euro, l’agenzia cerca le caratteristiche esatte che vuole il cliente dalle ragazze, organizzando appuntamenti faccia a faccia – in numero illimitato.

Ovviamente ci sono numerose critiche verso quest’agenzia. Le ragazze, pur aiutate a imparare una lingua che in futuro sarà sempre più importante come il cinese, accettano questo lavoro per mancanza di alternative. Vengono scelte ancora minorenni, tra i 15 e i 16 anni, e viene fatto loro seguire un corso di comportamento e di cultura generale. La critica più pesante è però la seguente: ‘prostituzione internazionale‘.

Mei reagisce a queste critiche dicendo che la sua agenzia tratta l’amore e non il sesso, e spera di aprire presto succursali in Russia e Bielorussia. Risponde inoltre dicendo che i cinesi sono mariti migliori rispetto agli ucraini, perché non tornano a casa ubriachi e non picchiano. Ovviamente non esistono dati certi a supporto delle tesi di Mei, salvo quelli sulla popolazione. In Ucraina c’è infatti una maggioranza di donne, con 16,8 milioni di femmine contro 15,4 milioni di maschi nella fascia 15-64 anni; in Cina invece c’è un ‘buco’ di 34 milioni di donne rispetto alla quantità di maschi.

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