La Cina vieta alle banche le attività legate alle criptovalute. E il Bitcoin crolla

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AGI - Giro di vite della Cina sulle criptovalute, che ha fatto crollare il valore delle maggiori valute virtuali, a cominciare dal bitcoin, scivolato sotto quota 40 mila dollari, nuovamente in caduta dopo i commenti di settimana scorsa di Elon Musk sullo stop al suo utilizzo per l'acquisto di auto Tesla. La Cina ha vietato alle istituzioni finanziarie di fornire servizi finanziari legati alle transazioni in criptovalute, avvertendo gli investitori sulla volatilità delle valute virtuali. 

In una nota le tre associazioni China Internet Finance Association, China Banking Association e China Payment and Clearing Association hanno sottolineato che "di recente i valori delle criptovalute sono schizzati e crollati e il trading speculativo è ripreso, infrangendo la sicurezza delle proprietà delle persone e interrompendo il normale ordino economico e finanziario".

Le istituzioni finanziarie - che si richiamano agli avvisi emessi dalla banca centrale cinese sui rischi connessi al trading di criptovalute - non devono quindi utilizzare le criptomonete per prodotti e servizi, sottoscrivere attività assicurative relative a valute virtuali e "non devono fornire ai clienti direttamente o indirettamente altri servizi relativi alle valute virtuali".

Le criptovalute, specificano le tre associazioni, "non sono supportate dal valore reale e il loro prezzo è estremamente facile da manipolare", e le transazioni "non sono protette dalla legge" cinese.