La città etrusca di Chiusi: numero speciale di Archeologia Viva

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Firenze, 28 ott. (askanews) - Uno speciale di 18 pagine per far conoscere le potenzialità di Chiusi dal punto di vista archeologico, anche da parte del grande pubblico. E' quanto ha in serbo il prossimo numero, di novembre e dicembre, di Archeologia Viva, in uno speciale curato da Maria Angela Turchetti, che dirige il Museo Nazionale Etrusco, la Necropoli di Poggio Renzo e tombe etrusche di Chiusi.

Lo speciale fornisce il quadro delle molte conoscenze acquisite attraverso le ricche necropoli e i reperti confluiti nel Museo Nazionale Etrusco e negli altri musei cittadini. Spazio anche ad una mostra che ne ricostruisce il passato con il supporto delle numerose testimonianze scritte giunte fino a noi. Il numero di Archeologia Viva è stato presentato questa mattina nella sede del Consiglio regionale della Toscana. Tra le mete da non perdere, l'anello di otto chilometri, la cosiddetta Passeggiata Archeologica, che parte e far ritorno alla città e al Museo Nazionale Etrusco, la Tomba della Scimmia, della necropoli di Poggio Renzo, la Tomba del Leone, e numerosi reperti di enorme valore artistico e culturale, come la Tomba delle Tassinaie o la sfinge in pietra fetida datata intorno al 530 a.C. Per rivere il passato di Chiusi è in visitabile la mostra 'Riscrivere il passato' nel Museo Nazionale Etrusco fino al 29 marzo 2020.

"La rivista per eccellenza sull'archeologia -commenta il presidente del Consiglio regionale, Eugneio Giani- dedica un numero speciale al capitolo che si sta aprendo su Chiusi, dove è stato fatto uno splendido lavoro da Turchetti e dalla vicesindaco Chiara Lanari. Porsenna fu il vero condottiero etrusco, colui che all'inizio del sesto secolo conquistò Roma ma non volle distruggerla come spesso accadeva in quel periodo. Questo condottiero che non conosceva sconfitte, ma che era anche un uomo buono e colto è ancora il simbolo di questa città. La sua tomba non è ancora stata trovata, ma se la dovessimo trovare sarà qualcosa di risonanza mondiale. Quando Cosimo diventa 450 anni fa esatti con bolla papale Magnus Dux sceglie di esserlo di Etruria, come fondamento della nuova Toscana", aggiunge Giani, ricordando il trait d'union tra Porsenna e Cosimo, risalendo fino a Noè.

"Chiusi -sottolinea il direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti, è una meta obbligata dell'archeologia. Nell'antichità era un caposaldo della civiltà etrusca. Abbiamo ritenuto doveroso dedicarle uno speciale sulla rivista. Chiusi oggi fa onore al suo passato attraverso le sue istituzioni e i suoi musei. Il nostro scopo è stato quello di mettere all'attenzione del pubblico nazionale questa realtà che non si conosce quanto meriterebbe.".

Chiara Lanari ha rivolto "un ringranziamento a Turchetti e al polo Museale della toscana per questo meraviglioso articolo. Le 18 pagine contribuiscono a ridare vita ad un passato da riscoprire. Tanto è già stato scritto e fatto sugli etruschi, ma c'è sempre modo di riaccendere l'entusiasmo sull'archeologia e quel che ci racconta tramite i siti".

Maria Angela Turchetti ha sottolineato: "abbiamo cercato di spiegare in maniera piacevole la figura di Porsenna, che è stato un anticipatore della Regione Toscana. Purtroppo ancora si cela nel sottosuolo di Chiusi il suo fantasmagorico mausoleo. Intanto conosciamo il labirinto di Porsenna, la rete idrica che passa sotto tutta la città antica, la cui forma rispecchiava quella contenuta nel basamento del grandioso mausoleo".

Ad impreziosire la curiosità intorno all'antica Cleusie, il ritrovamento di uno scheletro che potrebbe essere, ma è un giallo tutto da finire di decifrare, riconducibile ad un sacrificio umano in onore delle divinità dell'Oltretomba.