La città italiana dove si mangiano pasti 'vecchi' di 500 anni

·1 minuto per la lettura

Ora siamo abituati a ordinare la cena comodamente seduti sul divano e da uno smartphone, inconsapevoli – forse – del lavoro che c’è dietro, ma se siete interessati a riacquisire il senso della lentezza anche a tavola, c’è una città in Italia dove si cucinano ancora pasti della tradizione rinascimentale.

Ferrara e i piatti del Rinascimento

Parliamo di Ferrara, corte estense in cui hanno proliferato arte e letteratura con Boiardo, Ariosto Tasso, Piero della Francesca o Mantegna, e la cucina moderna, che ha segnato un netto distacco con il Medioevo, grazie al cuoco Cristoforo di Messisbugo.

LEGGI ANCHE: - Occhi di tonno bolliti, zuppa di nidi d’uccello…: ecco i cibi più strani e disgustosi del mondo

Lo chef rinascimentale è stato il primo cuoco a scrivere quello che sarebbe diventata una vera e propria pietra miliare della gastronomia del suo tempo e dei secoli a venire. In “Banchetti, composizioni di vivande e apparecchio generale”, Cristoforo di Messisbugo, infatti, ha tramandato fino ai giorni nostri ricette di piatti tipici e grandi classici.

Cosa si cucinava nel Rinascimento a Ferrara? Le pietanze ancora attuali

Un esempio è la salama de sugo (una salsiccia accompagnata da purè) – la pietanza preferita di Lucrezia Borgia, si dice – o il banbibato (una torta con pezzi di mandorle e scorza d'arancia e ricoperta di cioccolato fondente) o ancora il pasticcio (frittella ripiena di maccheroni, ragù di manzo e besciamella).

Federica Caneparo, docente di storia rinascimentale presso l’università di Chicago, ha rilevato quanto i banchetti fossero simbolo di autorità e che Ferrara era particolarmente nota per offrire pranzi luculliani agli ospiti a dimostrazione del loro potere.

Foto: Shutterstock

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli