La colpa attribuita ai blog e ai social media.

·1 minuto per la lettura
morta infermiera no vax
morta infermiera no vax

Un’infermiera no vax di 46 anni è morta a causa delle complicazioni dovute all’infezioni da covid che l’aveva obbligata al ricovero in ospedale. Natalie Rise, questo il suo nome, aveva lavorato in un ospedale dell’Idaho, negli Stati Uniti, prima di decidere di dedicarsi completamente ai suoi due gemelli, oggi 10enni, entrambi affetti dalla sindrome di Joubert, ovvero una malattia genetica da cui dipende una mancanza di controllo muscolare, schemi respiratori anormali e apnea notturna.

Infermiera no vax morta di covid a 46 anni

Anche la madre di Natalie Rise è ricoverata da non vaccinata in ospedale in gravi condizioni per il virus. Al momento della morte della 46enne, i medici hanno svegliato la donna dal coma farmacologico per darle la triste notizia.

Morta infermiera no vax, aveva 46 anni

A prendersi cura dei due gemelli sarà ora il fratello di Natalie, Daryl Rise, che per la morte della sorella se l’è presa con la cattiva informazioni e con social media, dicendo che siano stati proprio questi ad ucciderla.

Covid, morta infermiera no vax

“Mi ha detto di non vaccinarmi – ha detto Daryl Rise in una sua intervista alla Cnn – Penso che sia stato per disinformazione, penso che sia stata colpa dei blogger no-vax. Natalie sosteneva che non ci fossero abbastanza studi sul vaccino”. Infine, sempre dal fratello si apprende che Natalie Rise fosse convinta che bastassero “mascherine e igiene delle mani per proteggersi dal virus”.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli