La commissione salute della Conferenza delle Regioni sul richiamo del vaccino in vacanza

·4 minuto per la lettura
Vaccini Covid
Vaccini Covid

La commissione salute della Conferenza delle Regioni ha inviato al presidente Massimiliano Fedriga un documento. Il testo, approvato all’unanimità, elenca le condizioni che regoleranno la somministrazione della seconda dose di vaccino contro il coronavirus a coloro che stanno trascorrendo le vacanze in una Regione diversa dalla propria nel medesimo periodo in cui dovrebbero effettuare il richiamo.

Richiamo vaccino in vacanza, la proposta delle Regioni

Nella giornata di giovedì 3 giugno, la Conferenza delle Regioni presieduta da Massimiliano Fedriga stabilirà se accettare o respingere il documento presentato dagli assessori alla Salute.

Il documento riguarda le regole da seguire per consentire l’inoculazione della seconda dose di vaccino anti-Covid alle persone che si troveranno in una Regione diversa dalla propria nel periodo previsto per il richiamo.

Alla base della discussione, c’è il presupposto che l’appuntamento per l’inoculazione della seconda dose è flessibile e, pertanto, i cittadini hanno il tempo e le possibilità di organizzarsi per sottoporsi alla procedura nelle rispettive Regioni.

A questo proposito, infatti, gli assessori hanno spiegato: “La necessità di vaccinazione nella Regione presso la quale si trascorrono le ferie dovrebbe rappresentare un’assoluta eccezione – e hanno aggiunto – le persone che soggiornano per una breve durata dovrebbero essere automaticamente escluse dalla vaccinazione nei luoghi di soggiorno turistico”.

Richiamo vaccino in vacanza, le regole da seguire

Coloro che, invece, si sposteranno per un periodo di tempo più significativo dovranno seguire indicazioni ben precise e dettagliate.

In primo luogo, i soggetti che dovranno vaccinarsi in una Regione diversa dalla propria dovranno seguire e rispettare le misure messe in atto dalla Regione di vacanza in materia di vaccinazioni. La Regione, inoltre, deve essere in possesso di dosi sufficienti del medesimo vaccino iniettato al turista che, intanto, dovrà provvedere ad annullare la prenotazione nel luogo in cui ha ricevuto la prima dose di siero.

In merito alla modifica da apportare rispetto alla propria prenotazione per il vaccino, quindi, è stato specificato quanto segue: “La Regione di soggiorno provvederà a valutare le candidature, e laddove queste venissero accettate, a comunicare la data e il luogo dell’appuntamento tramite sms”.

Un’altra questione dibattuta, poi, riguarda l’erogazione del certificato di avvenuta vaccinazione da trascrivere all’anagrafe vaccinale di residenza del cittadino che dovrà essere recapitato alla sua Asl dal diretto interessato.

Un altro tema estremamente importante per gli assessori, ancora, è quello della restituzione delle dosi di siero anti-Covid somministrato a coloro che risiedono in un’altra Regione: “La struttura commissariale dovrebbe garantire un equilibrio delle dosi consegnate e una corretta tenuta dei flussi informativi”.

Il documento, infine, affronta anche il problema relativo ad alcune specifiche categorie di lavoratori come gli stagionali, che si spostano nei luoghi di vacanza in estate, o i professionisti, che si ricongiungono alle rispettive famiglie e che potrebbero aver ricevuto la prima dose di vaccino nella Regione in cui stavano svolgendo il proprio impiego.

Richiamo vaccino in vacanza, l’intervento del generale Figliuolo

L’organizzazione da adottare in relazione alla somministrazione della seconda dose di vaccino alle persone che si troveranno in una Regione diversa dalla propria durante le vacanze è stata commentata anche dal Commissario straordinario Francesco Figliuolo.

Il generale, ospite a Elisir su Rai 3, ha dichiarato di aver “firmato una lettera per tutte le Regioni per dire di trovare delle soluzioni di massima flessibilità per le prenotazioni, penso alle classi più giovani che nei mesi estivi si sposteranno. Già in fase di prenotazione dovrà essere possibile trovare la data migliore per il richiamo e far sì, con la flessibilità, che già in quella fase si possa spostarlo eventualmente in un altro giorno nel range dei 42 giorni o delle 4-12 settimane. È fattibile, ci vorranno i tempi tecnici di adeguamento dei sistemi informatici su cui la struttura è pronta a dare una mano”.

Il commissario Figliuolo, inoltre, ha anche sottolineato: “La vaccinazione della fascia 12-15 è importante ed anche se non è obbligatoria è molto raccomandata. Dico ai genitori di avvicinarsi in maniera totale alla scienza e alla vaccinazione perché servirà molto all’apertura delle scuole. Bisogna mettere in sicurezza i ragazzi ma anche giovanissimi, maturandi, 18enni e 25enni, che sono poi quelli che hanno più contatti sociali, dobbiamo bloccare così le varianti per far sì che a ottobre rimaniamo in sicurezza”.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli