La Commissione vuole prelevare gli extra-profitti delle compagnie energetiche

La Commissione europea punta a recuperare oltre 140 miliardi di euro all'anno tassando gli extraprofitti delle società energetiche, denaro che sarà versato nelle casse degli Stati membri e dovrà essere utilizzato per aiutare famiglie e imprese alle prese con il caro energia.

Prelievi alle aziende

"I profitti vanno molto al di là di quanto hanno sognato queste aziende nei loro piani di investimento, quindi non è che vogliamo togliere loro i profitti previsti. Stiamo creando un modo per ridistribuire questo denaro ai cittadini che semplicemente non possono permettersi pagare le bollette dell'energia, ha detto Frans Timmermans, vice-presidente della Commissione Europea

La maggior parte dei fondi proverrà da un tetto al prezzo di vendita dell'energia elettrica, che si applicherà ai cosiddetti produttori inframarginali, quelli che la ottengono cioè da fonti alternative al gas.

Per loro, la Commissione vuole fissare una soglia di 180 euro a mWh: i guadagni in più saranno prelevati. Un contributo straordinario di solidarietà è richiesto anche alle aziende che commerciano combustibili fossili, favorite negli ultimi tempi dell'aumento dei prezzi: se hanno aumentato gli utili del 20%, verrà tolto loro almeno un terzo del surplus.

Un altro elemento chiave nel pacchetto della Commissione è la riduzione della domanda di energia elettrica. Un taglio obbligatorio del 5% durante le ore di punta sarà fondamentale per abbassare del 10% i consumi in ogni Paese. A lungo termine, probabilmente all'inizio del 2023, si prevede invece di riformare del mercato energetico sganciando il prezzo dell'elettricità da quello del gas.

Le proposte mancanti

Ma per alcuni eurodeputati non è abbastanza: dalla Commissione dovrebbe arrivare pure un un tetto al prezzo del gas russo, richiesta condivisa pure da molti Stati membri dell'Unione.

"Queste misure non risolveranno la crisi, c'è bisogno di più iniziativa e alcuni interventi ovvi, ad esempio il taglio dei compensi che diamo alla Russia, non è stato proposto. Questo è un problema", dice a Euronews il verde tedesco Michel Bloss. Come lui la pensano in tanti.