La Corea del Nord avanza dubbi su un terzo incontro tra Kim e Trump

Eugenio Buzzetti

La Corea del Nord avanza dubbi sulla possibilitàdi un terzo summit con gli Stati Uniti, citando l'assenza di "un concreto seguito" agli accordi presi nei primi due vertici tra il leader nord-coreano, Kim Jong-un, e il presidente Usa, Donald Trump. Lo riferisce l'agenzia di stampa nord-coreana Korean Central News Agency (Kcna), che cita il consigliere del ministero degli Esteri di Pyongyang, Kim Kye-gwan, secondo cui i colloqui tra i due leader sono state "occasioni storiche" per mettere da parte le relazioni ostili, "ma nessun seguito concreto è stato dato per attuare le questioni concordate ai summit, gettando un'ombra sulla possibilità di futuri summit". 

Il consigliere ha ricordato la consegna dei resti dei soldati Usa, morti durante la guerra di Corea del 1950-1953 e il rilascio di prigionieri statunitensi tra i passi in avanti fatti dalla Corea del Nord, mentre "gli Stati Uniti non hanno fatto nulla per mettere in atto il comunicato congiunto", riprendendo, invece, le esercitazioni militari nella penisola coreana con la Corea del Sud, aumentando le pressioni nei confronti del regime, e rimanendo "ossessionati" dalla priorità data al disarmo nucleare.

Unica nota positiva, ha concluso Kim, è l'approccio di Trump al rapporto con la Corea del Nord, auspicando la scelta di una "opzione saggia" e di una "decisione coraggiosa" da parte del presidente Usa. Nelle scorse settimane, il regime di Kim Jong-un si era detto disponibile alla ripresa di "complessive discussioni" con gli Stati Uniti, da tenersi a fine settembre, purché venisse presa in considerazione la richiesta di Pyongyang di una "proposta adatta" agli interessi della Corea del Nord.

Da New York, nelle scorse ore, il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha però ammesso che non sarà possibile rispettare la scadenza di fine settembre e che non c'è ancora una data per la ripresa dei colloqui sulla questione nucleare nord-coreana.