La Corea del Nord lancia altri due missili nel Mar del Giappone

roberto brunelli

Due nuovi missili, "proiettili non identificati", come riferiscono le autorità militari sudcoreane: a pochi giorni dal precedente lancio, di nuovo il regime di Pyongyang provoca il mondo intero sfidando le risoluzione delle Nazioni Unite sparando due nuovi "oggetti" dalla sua costa orientale verso il mare, che stando a quanto afferma lo Stato maggiore di Seul hanno percorso circa 450 chilometri volando ad un'altezza massima di 37 chilometri prima di cadere nel Mar del Giappone (chiamato Mare Orientale in Corea).

L'intelligence della Corea del Sud e degli Usa ritengono che questi missili a corto raggio abbiano caratteristiche di volo "simili ai missili balistici che la Corea del Nord ha sparato nel suo test del 25 luglio". A stretto giro di posta, ossia pochi minuti dopo l'annuncio da parte dello Stato maggiore sudcoreano, arriva una comunicazione del ministero degli Esteri nordcoreano nel quale vengono condannate le manovre militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, definite un atto "flagrante violazione" di numerosi accordi raggiunti tra Pyongyang e Washington. Tanto che Pyongyang si ritiene autorizzata "a sviluppare, testare e dispiegare potenti mezzi fisici che sono essenziali per la difesa nazionale".

Al tempo stesso, un portavoce del ministero nordcoreano che il Paese è ancora favorevole al dialogo, ma potrà prendere "una nuova via" se le controparti non cambieranno la loro posizione. "Nonostante i ripetuti avvertimenti, gli Stati Uniti e della Corea del Sud hanno avviato esercitazioni militari congiunte contro la Repubblica democratica popolare di Corea", ha affermato l'agenzia di Stato nordcoreana Kcna, secondo la quale non si vede la "volontà politica" dei due Paese per mettere a segno un vero sforzo di pace. E se Washington e Seoul non prenderanno sul serio gli avvertimenti nordcoreani dovranno pagare un "altro prezzo".

La settimana scorsa la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico - a detta degli esperti "simile ad un Iskander" - e sparato altri "proiettili" verso il mare appena qualche giorno dopo. Oggi il terzo lancio. Nel loro ultimo incontro nella zona demilitarizzata tra le due Coree, a fine giugno, Trump e Kim si erano detti d'accordo a riprendere il negoziato per l'abbandono del programma nucleare nordcoreano. Lo scorso 2 agosto il capo della Casa Bianca aveva scritto su Twitter che il lancio dei missili non rappresentava una violazione delle intese di Singapore.

"Il presidente Kim Jong-un non vuole deludermi tradendo la mia fiducia, ci sono tante cose che la Corea del Nord può ottenere, il potenziale del Paese, sotto la giuda di Kim Jong-un, è illimitato", affermava Trump. "Forse mi sbaglio ma credo che il presidente Kim abbia una grande e meravigliosa visione del suo Paese e solo gli Stati Uniti, con me come presidente, possono avverare quella visione", aveva concluso il suo messaggio il presidente. Un ottimismo che a detta degli analisti da oggi è meno marcato.