La corsa dell'inflazione frena il boom della carne 'vegetale'

(Adnkronos) - La corsa senza freni dell'inflazione sta 'spegnendo' il boom della carne di origine vegetale che fino a un paio d'anni fa sembrava uno dei settori a maggiore potenziale di crescita, alla luce anche del cambiamento delle abitudini alimentari di milioni di consumatori. Una stima di ResearchAndMarkets.com stimava per il 2020 il valore del settore della carne a base vegetale a 5,6 miliardi di dollari con l'obiettivo di raggiungere 18 miliardi nel 2030: target però che sembrano meno raggiungibili visto che, come spiega il Financial Times, l'aumento dei prezzi sta rendendo a volte inavvicinabili questi prodotti già destinati a consumatori più abbienti.

Nel Regno Unito da inizio anno la crescita del settore è stata solo del 2,5%, secondo la società di ricerche di mercato Kantar, rispetto al +40% del 2020 e al +14% dello scorso anno. Va ancora peggio negli Stati Uniti, dove le vendite sono diminuite dello 0,4% nei primi sette mesi dell'anno, sulla scia del -0,5% dello scorso anno: per dare un'idea nel 2020 le vendite erano aumentate del 46%. Per spiegare questa retromarcia basti pensare che negli Stati Uniti, una libbra di carne vegetale prodotta da Beyond Meat, il più popolare marchio del settore, costava 8,35 dollari a giugno, contro i 4,90 dollari della carne macinata 'vera'.

L'ad del gruppo canadese Maple Leaf Foods, Michael McCain, ha spiegato di di aver ridotto del 25% le attività a base vegetale e di aver tagliato la spesa per pubblicità e promozioni alla luce del fatto che l'atteso cambiamento radicale nel comportamento dei consumatori "non si è concretizzato". In Italia peraltro il settore rimane ancora di nicchia:gli hamburger vegani nei supermercati nazionali sono offerti a prezzi che vanno dai 10 ai 15 euro al kg, con un 'sovrapprezzo' anche del 20% rispetto agli stessi alimenti di origine animale. La stessa McDonald - dopo avere riscontrato risultati non esaltanti per il burger vegano McPlant alimentato con proteine ​​di piselli, sviluppato con Beyond Meat, e proposto in un campione di punti vendita Usa - nel nostro paese non propone il Veggie, la cotoletta vegetale regolarmente in vendita in Svizzera. Insomma, come spiega al Ft Carlotte Lucas, del Good Food Institute Europe, anche se i consumatori continuano a chiedere opzioni più sostenibili, "il successo di questo prodotto non è inevitabile" e "servono investimenti per renderlo attraente e conveniente per i consumatori".