La corte di appello concede al Dipartimento di Stato di procedere nell'accertamento

Donald Trump
Donald Trump

In meno di due ore di camera di consiglio arriva lo smacco per l’ex presidente Usa Donald Trump: l’Fbi potrà usare i documenti sequestrati. Una corte di appello infatti ha concesso al Dipartimento di Stato di procedere nell’accertamento del carteggio sequestrato dai federali nel “blitz” di inizio agosto a Mar a Lago, nella residenza di Trump in Florida.

Trump, il Fbi potrà usare i documenti

Si tratta di un vero e proprio rovescio legale per il tycoon ed ex capo della Casa Bianca e lo è per due motivi: il primo perché la decisione della corte di appello composta da tre giudici ha di fatto ribaltato una precedente decisione di un giudice federale. Lo ha fatto concedendo al dipartimento di stato di continuare ad usare un centinaio di documenti e stabilendo che “prevale il pubblico interesse agli accertamenti, essendo in gioco la sicurezza nazionale”.

Il diniego dei legali sulla segretezza o meno

Il secondo motivo è che proprio ieri, 21 settembre, i legali di Trump avevano negato l’informazione sul dato di segretezza o meno di quei documenti. In queste ore poi trapela la notizia Ansa che cita la Cnn per cui Ginni Thomas, moglie del giudice della corte suprema Clarence Thomas e “attivista pro Trump che sosteneva il suo tentativo di restare alla Casa Bianca dopo il voto, si presenterà spontaneamente alla commissione che indaga sull’assalto al Capitol Hill”.