La crisi (e la disperazione) senza fine dello Sri Lanka

ISHARA S. KODIKARA / AFP

AGI - La crisi economica morde lo Sri Lanka e la disperazione dilaga al punto che i residenti si rivolgono ai social media in cerca di aiuto mentre il Governo sta chiedendo assistenza alimentare ai Paesi vicini. In particolare, come ha dichiarato a Ft J Krishnamoorthy, commissario per l'alimentazione del paese asiatico, l'appello è stato rivolto all'Associazione per la Cooperazione Regionale dell'Asia Meridionale, che ha fornito riso e altri prodotti di base agli Stati membri durante le crisi alimentari.L'obiettivo è quello di ottenere circa 100.000 tonnellate di cibo sotto forma di donazioni o vendite sovvenzionate. L

a richiesta evidenzia come lo Sri Lanka stia scivolando da un Paese a reddito medio-alto, il più prospero tra i suoi vicini, a uno dipendente da donazioni e prestiti d'emergenza per cibo, medicine e carburante.  Si tratta della sua peggiore crisi economica dall'indipendenza del 1948, colpita da una combinazione di fattori tra cui l'impatto della COVID-19 sull'economia dipendente dal turismo, l'aumento del prezzo del petrolio e i tagli al bilancio pubblico.

La mancanza cronica di valuta estera ha portato a un'inflazione dilagante e alla carenza di importazioni, tra cui carburante, medicine e altri beni di prima necessità. Il mese scorso è andato in default su un debito internazionale di oltre 50 miliardi di dollari, e a quel punto è stato colpito da gravi carenze di beni essenziali da quando ha esaurito le riserve estere.

Nelle ultime settimane, la carenza di carburante ha portato a lunghi blackout con la chiusura delle centrali elettriche, mentre gli ospedali stanno rimandando le cure a causa della mancanza di medicinali. L'inflazione sta crescendo a due cifre, e la gente ha fame.

A peggiorare la situazione anche il fatto che i raccolti sono diminuiti drasticamente dopo che il presidente Gotabaya Rajapaksa ha vietato bruscamente i fertilizzanti chimici lo scorso anno. La decisione è stata rapidamente revocata, ma da allora le importazioni di riso nello Sri Lanka - che in precedenza era autosufficiente - sono aumentate del 368%.

Gli aiuti internazionali

Per questo motivo, il governo sta cercando urgentemente assistenza di emergenza da altri Paesi. L'India ha fornito più di 3 miliardi di dollari quest'anno attraverso linee di credito e swap di valuta, mentre la Cina ha offerto "qualche centinaio di milioni di dollari" in prestiti ed anche il Giappone e lo stato indiano del Tamil Nadu hanno donato cibo e medicinali.

È di questi giorni, la richiesta alla banca alimentare della SAARC, istituita nel 2007 per fornire riso e grano ai Paesi durante le emergenze, ma che e' stata utilizzata per la prima volta solo nel 2020, quando il Bhutan ha ricevuto un carico di riso.

L'appello via social

Intanto i residenti soffrono la disperazione e si rivolgono sempre piu' spesso alle piattaforme dei social media, tra cui Facebook, WhatsApp, Instagram e Twitter, per reperire beni di prima necessità e contribuire alla raccolta di fondi per i bisognosi.

Ci sono più di 11 milioni di utenti di Internet in Sri Lanka, circa la metà della popolazione: quando le proteste contro la gestione della crisi da parte del governo sono diventate violente all'inizio di aprile, le autorità hanno imposto un blackout dei social media a livello nazionale per circa 15 ore "per mantenere la calma", una mossa che ha attirato critiche da parte del governo. Peraltro gli srilankesi trovano più facile fare richieste online perche' si sentono meno inibiti negli spazi virtuali.

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