La crisi economica: come influisce sulla nostra alimentazione?

mangiare sano a tavola
mangiare sano a tavola

Il mondo sta affrontando una profonda crisi economica e la recessione in corso fa pesare le sue conseguenze anche sul Bel Paese. Le abitudini quotidiane di tutti stanno cambiando e, in alcuni casi, in modo drastico interessando anche la tavola degli italiani. Negli ultimi anni, e in modo più pressante negli ultimi mesi, la spesa alimentare, soprattutto nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) viene gestita diversamente dalle famiglie.

Cosa c’è nella lista della spesa in recessione

Le previsioni sul futuro economico e la recessione peggiorano la tavola degli italiani a discapito della famosa dieta mediterranea. È innegabile che l’aumento generale dei prezzi stia incidendo sul budget degli italiani, in particolar modo delle famiglie monoreddito o i cui membri adulti siano disoccupati o impegnati in lavori stagionali non continuativi.

La lista della spesa oggi è diversa e nel carrello vengono inseriti meno prodotti di nicchia, ittici, a base di carni, prediligendo alimenti a basso costo. Pasta e farinacei in generale, pur a prezzi più alti rispetto al recente passato, sono alla base degli acquisti perché il costo risulta ancora contenuto. Quasi del tutto accantonata la spesa per l’acqua confezionata, frizzante o naturale, a cui si preferisce l’acqua con cui cuciniamo per ogni tipo d’uso domestico, soprattutto quando di buona qualità.

La crisi spinge a soluzioni alternative, più economiche ed efficienti per mangiare sano, apportando vitamine e minerali al proprio organismo.

Quanto costa mangiare bene e sano?

La dieta mediterranea con le sue varietà alimentari, le sue genuinità e l’apporto di elementi benefici all’organismo, è considerata un must made in Italy, al punto da essere patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. Si tratta di un regime alimentare dai costi contenuti, basato su cibi del territorio, stagionali e poveri di grassi. Prevede un ridotto consumo di carne e al contrario l’assunzione di molta frutta e verdura. Come condimenti, la dieta mediterranea considera l’utilizzo di olio extravergine di oliva e di aromi come rosmarino, salvia ed origano, piante tipiche dei territori italiani.

Per fare un esempio, secondo le linee guida di tale regime alimentare bisogna consumare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, oltre a porzioni di pesce almeno due volte alla settimana e mangiare abitualmente cereali integrali, frutta secca, semi oleosi e così via. Le famiglie scelgono sempre di più il ritorno a una dieta povera di cosiddetto cibo spazzatura e più ricca di prodotti sani, genuini, da utilizzare per cucinare in casa. Questo trend si riflette anche nello sviluppo di tendenze salutistiche del settore ristorazione con alimenti sani a chilometro zero per combattere l’aumento del prezzo del carburante e offrire ingredienti locali e tradizionali molto apprezzati dai consumatori. Tra le alternative per migliorare l’alimentazione c’è anche l’uso di integratori, in caso di carenze, che possano fornire tutte le sostanze indispensabili per mantenersi in buona salute.

In conclusione, il lungo periodo di crisi che da anni interessa l’Italia, e non solo, spinge le famiglie a trovare strategie che consentano di mangiare bene contendendo le spese. Si acquistano prodotti più economici e di trovano soluzioni innovative ed evolute a prova di caro vita. Si opta, quindi per prodotti locali, stagionali o da preparare a casa evitando di acquistare alimenti già pronti che velocizzano i tempi casalinghi, ma hanno un costo più alto.