La crisi tra Pd e M5S si abbatte sulle primarie in Sicilia

Giulio Azzarello / AGF

AGI - La questione romana si abbatte sulle primarie siciliane. I venti di crisi soffiano sulle vele del crescente 'partito' che vorrebbe sganciarsi dall'imminente appuntamento del 23 luglio, quando il campo progressista dovrà indicare il candidato governatore.

Ma il punto è questo: esiste ancora questo campo? Al momento i vertici regionali di Pd e M5s sembrano confermare la volontà di andare avanti. Un 'paradosso siciliano' nel metodo e nella sostanza a fronte della crisi e della spaccatura nazionale.

Così, appare credibile che la questione debba essere risolta a Roma. Nel frattempo, nell'Isola il segretario del Pd regionale Anthony Barbagallo, tiene il punto: "Certo la crisi al livello nazionale non ci voleva. A Roma può succedere di tutto. Ma in Sicilia proseguiamo il percorso, avviato da lungo tempo, con la coalizione progressista. Nella nostra regione abbiamo lavorato uniti e compatti con un unico denominatore comune: scalzare il governo di centrodestra rappresentato da Nello Musumeci. E su questo abbiamo messo su le primarie".

A sfidarsi sono Caterina Chinnici per il Pd, Barbara Floridia per il M5s e Claudio Fava. "Le presidenziali vanno avanti", confermano anche dal Movimento cinque stelle siciliano. Ma un partner delle primarie, il Psi, evidenzia che "il quadro politico è cambiato e ciò non è indifferente rispetto alle riflessioni da fare".

Lo stesso Fava avanza una riflessione: "Per quanto mi riguarda, le primarie vanno avanti, ma mi chiedo con quale spirito di lealtà domani il partito di Conte sarà capace di lavorare al servizio di questa coalizione. E soprattutto mi chiedo se saranno primarie senza Papi stranieri, né forestieri venuti in soccorso dal centrodestra. Delle due, l'una: o si lavora insieme, uniti, per il cambiamento oppure si governa con Raffaele Lombardo".

Argomenti che suscitano il risentimento del leader siciliano del M5s, Giancarlo Cancelleri: "Le parole di Claudio Fava mi sembrano il disegno di una persona che sta facendo i capricci solo per poi poter avere la scusa e dire 'io me ne vado e mi candido lo stesso'. Che lo dicesse subito, così almeno chiudiamo questa farsa".

Posizioni che tradiscono un nervosismo crescente. Del resto per il Pd separarsi significherebbe riguadagnare alla causa Azione di Calenda, +Europa e forse anche Italia viva. Arriva così l'appello di Davide Faraone: "In queste settimane abbiamo ricevuto numerosi appelli dal Pd a partecipare alle primarie siciliane che si terranno domenica prossima, voglio ringraziare il segretario Barbagallo per la cortesia dimostrata. Adesso siamo noi però a fare un appello agli amici del Pd: annullate le primarie. Far finta che Conte e il suo movimento non abbiano mandato per aria il governo di unità nazionale in piena emergenza economica e sociale per il Paese. Se Letta giudica folle a Roma la scelta del M5s, poi il Pd non può fare le primarie con loro in Sicilia come se nulla fosse. Chiedo al Pd - conclude Faraone - di risolvere questo disallineamento. Annullate le primarie di domenica per la scelta del candidato presidente della regione siciliana, sarebbe una scelta di buonsenso e buona politica".

"Come nulla fosse accaduto, in Sicilia si sta andando alle primarie del Campo largo tra Pd e M5s. Come si può rivendicare Draghi e allearsi con chi lo ha affossato danneggiando l'Italia?", scrive su Twitter il segretario di +Europa e sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova. E il collega di partito Fabrizio Ferrandelli: "I dirigenti, locali e nazionali, del Pd che non si rendono conto dell'enorme errore di tenere le primarie come se in queste ore nulla fosse successo, ricordano l'orchestra del Titanic che continuava a suonare mentre il transatlantico andava inesorabilmente verso l'iceberg".

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