La crociata di Johnson contro l'obesità infantile, limiti alla pubblicità del 'junk food'

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AGI - Svolta nel Regno Unito nella lotta all'obesità: dalla fine del prossimo anno, la televisione e i canali on-demand non potranno trasmettere pubblicità di junk food, il cibo spazzatura, prima delle 21.

La sottosegretaria alla Salute, Jo Churchill, ha spiegato che l'iniziativa mira a proteggere i bambini da "pubblicità non sana" e ha citato analisi condotte sulla pubblicità dal 2019, secondo cui quasi il 60% degli spot sulle principali emittenti commerciali, tra le 18 e le 21, è per alimenti e bevande ad alto contenuto di grassi, zucchero e sale. 

Le nuove regole non bandiscono la promozione del junk food on line, nonostante appelli in questo senso fossero arrivati da alcune celebrità, tra cui lo chef Jamie Oliver. Le società che producono bevande e cibo ad alto contenuto calorico possono, comunque, promuovere le proprie merci in spazi non a pagamento, su social media o blog.

Il primo ministro, Boris Johnson, sta cercando di appianare le disuguaglianze in materia di salute, particolarmente evidenti nelle regioni più svantaggiate del Regno Unito. Lo stesso Johnson ha ingaggiato una battaglia personale per perdere peso, dopo che proprio i chili di troppo sono stati additati come uno dei fattori che ha contribuito alla grave forma di Covid-19 contratta l'anno scorso e che lo ha portato al ricovero in terapia intensiva. 

Il sistema sanitario nazionale britannico, Nhs, stima che circa il 10% dei bambini tra i quattro e cinque anni sia obeso, percentuale che sale al 20,2% tra i 10 e gli 11 anni; tra gli adulti, uno su quattro soffre di obesità, di cui è ritenuta responsabile in parte l'assunzione di cibo scadente e altamente calorico. 

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