La Crusca bacchetta il Ministero: “Troppo inglesismi, sta cancellando l’italiano”

Il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. (Getty)

A furia di usare troppe parole straniere, la lingua italiana potrebbe essere messa in pericolo. L’allarme è quello lanciato dall’Accademia delle Crusca, l’unica, pare, che in Italia è ancora impegnata nella difesa dell’italico idioma. “L’adozione di termini ed espressioni anglicizzanti” mette a rischio la sopravvivenza della nostra lingua. E l’invettiva contro chi è rivolta? Si tratta di una tirata di orecchi al Ministero della Pubblica Istruzione.

Il documento

A spingere l’Accademia della Crusca a intervenire è stato un documento del Miur dello scorso 14 marzo: il Sillabo per la scuola secondaria di secondo grado. Un documento per promuovere l’educazione all’imprenditorialità nelle scuole statali secondarie di secondo grado. “Team buliding” al posto di “lavorare in gruppo”, “design thinking” invece di “progettare”, conoscere il “business model canvas” ed adottare un approccio che sappia sfruttare la “open innovation”. Insomma, anglicismi al posto dei nostri vocaboli, con buona pace di Dante Alighieri.

La replica del Ministero

Il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha risposto al Gruppo Incipit dell’Accademia della Crusca che si occupa di esaminare e valutare neologismi scelti tra quelli impiegati nel campo della vita civile e sociale. La replica del ministro è proprio legata alla scelta del nome del Gruppo Incipit: “Sono certa – ha detto ironicamente- che anche se avete scelto come nome Gruppo Incipit continuerete a promuovere, come sta facendo il Miur, il valore della lingua italiana”.

Il precedente

Non è la prima volta che i linguisti dell’Accademia della Crusca si scontrano col Miur. Già nel 2016, infatti, l’Accademia aveva criticato la forte tendenza ad usare una terminologia anglo-americana in ambito universitario.