La decisione di chiudere le scuole della capitale per 15 giorni non è piaciuta ai cittadini

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manifestazione in piazza in Argentina
manifestazione in piazza in Argentina

Proteste a Buenos Aires contro le nuove restrizioni anti covid: bandiere e slogan contro il presidente Alberto Fernandez nel corso di numerose manifestazioni che hanno interessato nelle ultime ore la capitale dell’Argentina. Le nuove restrizioni imposte dall’esecutivo per contrastare la pandemia hanno esasperato ampie fette di società e innescato la nascita di gruppi ed associazioni che chiedono un allentamento delle misure. Ma c’è un dato ed un ambito specifico che più di tutti ha spinto parte degli abitanti di Buenos Aires a scendere in piazza: quello della scuola.

Proteste a Buenos Aires contro Fernandez

Il governo di Fernandez infatti ha recentemente varato la sospensione per due settimane delle lezioni in presenza. Il provvedimento entrerà in vigore domani, lunedì 19 aprile ed è stato preso per tentare di porre un argine ai contagi proprio nelle sconfinate periferie di “Baires”, come chiamano gli argentini la loro capitale. La città e la sua cintura metropolitana sono infatti l’epicentro dei nuovi contagi argentini. Nelle piazze e lungo le “avenidas” sono risuonati slogan come “L’istruzione è essenziale” e striscioni con “No alla chiusura delle scuole”. L’ultima volta gli argentini erano scesi in piazza per la “misteriosa” morte di Maradona.

Quindici milioni di argentini “senza scuola”

Parliamo di un provvedimento che coinvolgerà circa 15 milioni di argentini su 45 milioni complessivi, a contare che il paese alterne immense aree metropolitane a sconfinate zone di bassa densità abitativa. I dati della capitale sono comunque inquietanti: a Buenos Aires le terapie intensive sono occupate al 74,3%, contro il 64,8% della media nazionale.

I dati della capitale e del paese

È il motivo per cui l’elenco delle restrizioni è lungo, ben incarnato da un coprifuoco notturno dalle 20:00 alle 6:00 ora locale e fino al 30 aprile. Gli ultimi dati nazionali sono parimenti poco buoni: 19.119 nuovi casi e 80 morti, per un bilancio totale di oltre 2,6 milioni di contagi e 59.164 decessi. Anche la campagna vaccinale va decisamente a rilento: ad oggi sono state vaccinati circa 6,2 milioni di persone, di cui 794.878 con la seconda dose.