La difesa dell'ormai ex commissario alla sanità in Calabria

·2 minuto per la lettura
cotticelli intervista drogato
cotticelli intervista drogato

L’ormai ex commissario alla sanità in Calabria, Saverio Cotticelli, è stato intervistato da Massimo Giletti durante Non è L’Arena su La7 ed ha cercato di giustificare quanto avvenuto nei giorni scorsi, dopo il servizio giornalistico dal quale è emerso che nessun piano per l’emergenza covid era stato redatto dalla Regione Calabria e lo stesso commissario aveva ammesso di non sapere di dover essere lui l’incaricato alla redazione del piano stesso. Un caos mediatico all’indomani del quale Cotticelli si era dimesso, ma dal quale ora cerca di difendersi:Non ero io in quell’intervista, sembravo drogato“.

Cotticelli: “Drogato prima dell’intervista?”

“Non so cosa mi sia successo durante quell’intervista – ha detto Cotticelli – Non ero io quello che parlava, sembrava la mia controfigura. In realtà il Piano anticovid in Calabria è già pronto da giugno e l’ho fatto io. Non connettevo, non so cosa sia successo. Sto cercando di capire con un medico se ho avuto un malore o se è successo qualcosa di strano. L’ipotesi avanzata dall’ex commissario alla sanità calabra è dunque che qualcuno possa aver agito per renderlo incapace di rispondere alle domande in maniera corretta, una manipolazione sulla quale lo stesso promette di non lasciar correre. “Non ero lucido, non sono stato bene. Ho vomitato dopo l’intervista. Responsabilità di altre persone? Non sono stato bene, sto indagando“.

L’ex commissario calabro parla di un sistema intero che avrebbe voluto sabotarlo, perchè “in Calabria quando tocchi degli interessi particolari devi essere eliminato”. “Quell’intervista – prosegue – è stata preceduta da una serie di attacchi mediatici e politici molto pesanti nei miei confronti. Sono stato vittima di un piano elaborato da menti raffinatissime. Alla struttura commissariale, tra l’altro, è stato accollato un debito di 100 milioni accumulato dal Policlinico Mater Domini risalente al 2014. Sono accaduti, in sostanza, fatti molto gravi”.