La difesa di Musk alle accuse della Cina: "C'è molto spazio...nello spazio"

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AGI - Non si è fatto attendere Elon Musk nel replicare alle critiche di Josef Aschbacher, capo dell'Agenzia Spaziale Europea, secondo cui il patron di Tesla starebbe dettando le regole per una nuova economia spaziale.

Musk è finito sotto tiro anche della Cina secondo cui due dei satelliti di SpaceX, la sua azienda, avrebbero mancato di poco la collisione con la stazione spaziale del gigante asiatico.

"C'è molto spazio....nello spazio" ha detto Musk al Financial Times, sostenendo che invece "decine di miliardi" di veicoli spaziali potrebbero orbitare vicino alla Terra.

"Lo spazio è semplicemente enorme, e i satelliti sono molto piccoli", ha spiegato. "Non stiamo effettivamente bloccando nessuno, non lo abbiamo fatto né puntiamo a farlo", ha aggiunto. 

Sempre al Ft, Aschbacher aveva spiegato che a suo giudizio la corsa di Musk a lanciare migliaia di satelliti di comunicazione avrebbe lasciato meno frequenze radio e slot orbitali disponibili per tutti gli altri.

SpaceX, la società spaziale privata di Musk, ha lanciato quasi 2.000 satelliti per la sua rete di comunicazione a banda larga Starlink e ha in programma decine di migliaia di altri lanci in orbita. 

Musk ha quindi paragonato il numero di satelliti in orbita terrestre bassa a quello che, a suo giudizio, è il numero di auto e camion: 2 miliardi.

Facendo un rapido calcolo, "un paio di migliaia di satelliti non sono niente. È come dire che qui sulla Terra ci sono un paio di migliaia di automobili: praticamente, niente". Secondo alcuni esperti, i satelliti in orbita terrestre bassa potrebbero tranquillamente eguagliare la densità di auto e camion sulla Terra.

Ad esempio, per Laura Forczyk, un'analista spaziale del gruppo di consulenza spaziale Astralytical, il paragone di Musk dei satelliti ai veicoli sulla Terra è superficiale ma conviene sul fatto che "è essenzialmente corretto che è un problema di gestione del traffico".

Secondo quanto riporta il Financial Times, un altro astrofisico, Jonathan McDowell, che lavora presso l'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, sostiene invece che i veicoli spaziali che viaggiano a 17.000 miglia all'ora hanno bisogno di una distanza molto maggiore rispetto alle auto per lasciare il tempo di regolare le loro orbite qualora ci fosse il rischio di una collisione. Non solo, ma va considerata la difficoltà di calcolare la traiettoria di molti satelliti diversi, che possono essere influenzati dai cambiamenti del tempo solare.

La corsa al lancio di nuove reti di comunicazione con migliaia di satelliti ha rivelato la necessità di un maggiore coordinamento tra i paesi per decidere "come lo spazio orbitale debba essere distribuito e il traffico spaziale debba essere gestito", ha detto l'esperto osservando come la critica di Aschbacher sia "basata sull'emozione, non sui fatti concreti".

E ha concluso: "Chissà se lamentele simili sono state fatte quando certe compagnie aeree hanno iniziato a far volare più aerei su rotte prestabilite. Nessuno possiede i cieli e tutti sono liberi di usarli".

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