La differenza tra uomo e donna viene spiegata benissimo da Sofia Coppola nel nuovo film On the Rocks

Di Redazione Digital
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Photo credit: Stefanie Keenan - Getty Images
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Seduti in un ristorante Felix e Laura, padre e figlia, stanno parlando del marito di lei, che da un po' di tempo è sempre più impegnato nei viaggi di lavoro e lascia a lei il compito di lavorare e gestire le due figlie di 10 anni. "È la natura degli uomini, sono costretti a litigare, a dominare e a mettere incinta tutte le femmine" dice Felix con un aria drammatica quanto seria, facendo dipingere sul volto di Laura e della cameriera un'espressione di fastidio mista a benevola comprensione per un uomo che appartiene a una generazione così diversa. Questa è una delle scene simbolo di On the Rocks, una produzione originale Apple Tv con la regia di Sofia Coppola. Qui, la regista de Il giardino delle vergini suicide e Lost In Translation per citarne un paio, dà libero sfogo al tema della differenza tra uomo e donna, tra generazioni, tra padri e figlie.

Sofia Coppola affronta con tono leggero e ironico, ma sempre empatico e profondo come solo lei riesce a fare, uno dei grandi temi che ci portiamo avanti da anni: il patriarcato e le sue declinazioni, le incomprensioni apparentemente incolmabili tra due universi distanti. Ciò che rende sferzante questa produzione è anche che tanta parte dei dialoghi e delle situazioni siano autobiografiche.

Per interpretare un film così intimo, Sofia Coppola ha voluto un grande ritorno, quello dell'attore Bill Murray che qui fa la parte di Felix e con cui aveva lavorato per Lost In Translation, ben 17 anni fa. Superata la paura di non riuscire a replicare un film tanto acclamato, Coppola si è detta che non avrebbe voluto nessuno all'infuori del suo attore preferito per interpretare quello che, in fin dei conti, nel film funge un po' da alterego di suo padre, il regista Francis Ford Coppola. Come interprete di sé stessa, Coppola ha scelto Rashida Jones (magari ve la ricordate come Karen di The Office) attrice che di padri ingombrati ne sa qualcosa dato che è figlia del celebre produttore musicale Quincy Jones.

Il film è girato per le strade di una New York pre-pandemia, tra l'estate del 2019 e i primissimi mesi del 2020, e segue la scrittrice quasi quarantenne Laura, alle prese con la vita di mamma e moglie e che all'improvviso si trova sommersa dai dubbi su un marito sempre meno presente. Caso vuole che, sfogandosi con il padre Felix, lui decida di darle il suo aiuto non convenzionale e insieme comincino a pedinare il marito, in un'avventura che li porterà fino in Messico. È nel rapporto speciale padre e figlia, nei loro dialoghi sferzanti, che si legge l'atlante della psicologia maschile e femminile, un affresco di come i giovani vedano le relazioni amorose in modo diverso dai loro genitori.

In fondo, dal film, si vede anche come la relazione con i genitori influenzi inesorabile i nostri rapporti d'amore futuri. Forse per questo negli occhi di Laura, Rachida Jones, Sofia Coppola, così come nei nostri, c'è quella consapevolezza della distanza di pensiero da uomini come i nostri papà e zii, ma che nonostante questo amiamo e con cui insistiamo ad avere questo genere di conversazioni. Perché chissà, alla fine, magari cambieranno idea e ci daranno la chance di essere per una volta noi a spiegare a loro di cosa parliamo quando parliamo d'amore.