La Direzione PD e l'alleanza con M5S, fra regionali e imposte

Roma, 23 set. (askanews) - Il Partito democratico alla prova dell'alleanza con il Movimento 5 Stelle, con diversi temi caldi che emergono dalla Direzione. Innanzitutto la politica fiscale, con le frange più a sinistra del partito favorevoli a una patrimoniale che però certamente non trova d'accordo né gli alleati, né parte dello stesso PD. Enrico Rossi: "Se bisogna chiedere un contributo al 10% della popolazione più ricco per quello che mi riguarda sono favorevole".

Sulla stessa linea, Monica Cirinnà: "Esiste la Costituzione, chi ha di più paghi di più, se ci sono immobili sfitti è giusto che si paghi una tassa altrimenti si mettano a canone anche sociale e si affittino".

La questione fisco in vista della prossima manovra agita peraltro anche i Cinque Stelle. "Ci vedete in attrito? Non credo" ha detto il ministro degli Esteri Di Maio, al suo arrivo a New York per l'assemblea generale dell'Onu; le voci di tensioni con il premier Conte riguardavano la tassa su merendine e bevande gassate proposta dall'attuale ministro dell'Istruzione Fioramonti.

Ma a tenere banco nel PD sono anche le alleanze per le elezioni regionali. Trovato l'accordo per l'Umbria con la candidatura dell'imprenditore Vincenzo Bianconi, un accordo che sembra fare tutti contenti. Rosy Bindi: "In una regione dove peraltro c'è stata una certa sofferenza della classe dirigente del Partito Democratico, mi sembra che scegliere una via civica sia un modo in cui i partiti dimostrano di essere disposti al rinnovamento e anche a un po' di umiltà".

Ma adesso la prospettiva si sposta alle prossime scadenze elettorali inclusa la Toscana, terra rossa da poco erosa dalla Lega. Il governatore in carica Enrico Rossi: "Ogni regione ha la sua storia politica. La Toscana non è pregiudicata, può giocarsi anche un'alleanza con il M5S con cui è legittimo però aprire una discussione sui temi programmatici, verificare se c'è convergenza".