##La disperata richiesta d'aiuto dei medici della Bergamasca

Mda

Milano, 17 mar. (askanews) - Un appello ai colleghi e alle istituzioni perché "qui nella bergamasca la situazione è diventata un vero incubo. Molte persone sono a casa con sintomi di COVID 19, contatti stretti di persone ricoverate o morte per COVID-19, e non vengono ricoverate fino a quando le condizioni cliniche non precipitano: praticamente vanno poi a morire in ospedale. Mi dispiace se sono così diretta ma se i posti negli ospedali mancano non possiamo aspettare che la gente muoia stando a casa senza assistenza".

"I medici di famiglia hanno le mani legate, cosa possono fare? Io mi chiedo: non si può mettere su un'assistenza domiciliare per somministrare la terapia antivirale (kaletra e Plaquenil) a domicilio? So che sono farmaci ospedalieri, ma in questa situazione di emergenza ormai sono saltate tutte le regole! Piuttosto che ingolfare ancora ospedali e avere altri morti, non si può provare a dare terapia (che è per bocca) a casa con controlli ematici per valutare eventuale tossicità? Potrebbero essere arruolati i nuovi medici, basta creare un protocollo. Non so, ditemi cosa pensate. E scusa te lo sfogo". E' uno degli ultimi disperati appelli postati su un gruppo su Facebook riservato ai medici e odontoiatri italiani dedicato al Covid-19. Gli oltre ottantamila iscritti si scambiano informazioni riguardo la lotta al Coronavirus, organizzano collaborazioni e promuovono iniziative utili.

"Il problema del territorio è davvero preoccupante - scrive un medico di cure palliative - la delibera di regione Lombardia ha previsto l'attivazione di un profilo ADI Covid ma ancora l'ATS non si muove. Abbiamo anche proposto l'istituzione di un numero verde per monitoraggio telefonico in supporto ai medici di medicina generale e ai medici di continuità assistenziale che non riescono a far fronte alla mole di telefonate, ma ancora nulla. La rete territoriale esiste già si tratterebbe di riorganizzarla focalizzandola sull'emergenza e noi palliativisti abbiamo già dato la nostra disponibilità sia per il territorio che per le RSA. Ma il silenzio istituzionale è assordante".

Con gli ospedali senza più posti letto, a rischiare non sono solo malati di Covid-19. "Dobbiamo aumentare servizi territoriali con visite, e farmaci a domicilio - scrive un altro medico - non possiamo lasciare aggravare i pazienti a casa". Che propone: "Organizziamo medici anche specializzandi che visitano a domicilio e danno terapie. Creiamo tende ospedaliere con supporto dell'esercito che vadano a visitare i pazienti e dare loro terapie prima che si aggravino, altrimenti continueranno ad aggravarsi e morire. Anche senza coronavirus un paziente con polmonite che si complica può morire a domicilio. Qua la cosa è certa ed esasperata".

Gli interventi dei medici italiani si susseguono a decine in pochi minuti. "Ma esiste ancora la rete del 118? Perché non vengono trasferiti nei nosocomi disponibili? Ricordo che il 118 segnalava posti anche fuori provincia e fuori regione. Temo che al domicilio ci vorrebbe un monitoraggio non semplice da organizzare". E ancora, una cardiologa: "Sono d'accordo con te. Arrivano anche nel nostro ospedale troppo troppo tardi. Le ambulanze escono solo con SO2 < 85%. Il che significa che ora che arriva l'ambulanza e il PZ è in ospedale, è già grave di partenza. Qui in bergamasca non facciamo che contare decessi. Anche noi usiamo Plaquenil e Kaletra. Ma i pazienti che arrivano in media sono davvero al di là del grave".

Scrive un altro medico: "Io mi sto domandando come mi sentirei, se quella drammatica situazione riguardasse la mia città. Io mi aspetterei un aiuto dal resto d'Italia! Lo attenderei con fiducia! Non possiamo abbandonare Bergamo!".