La disputa internazionale sulla ricerca scientifica nei settori sensibili

Brahim Maarad
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AGI - La Commissione europea, in nome della sua autonomia strategica, vorrebbe escludere dalla collaborazione nella ricerca nei settori sensili, tra cui tecnologie quantistiche e spaziali, tutti i Paesi non Ue. Questo comporterebbe l'interruzione della collaborazione anche con vecchi partner fidati tra cui Gran Bretagna, Israele e Svizzera.

La scelta non è stata apprezzata dagli Stati membri che ora chiedono a Bruxellesdi rivedere la decisione. La protesta è guidata in particolare dalla Germania ma secondo fonti di Bruxelles anche l'Italia si è lamentata, insieme a Spagna e Austria, al contrario della Francia.

Il caso è scoppiato la scorsa settimana in un incontro tra i funzionari della Commissione e i rappresentanti degli Stati dopo che è emersa l'intenzione di tenere fuori i Paesi terzi da alcuni progetti di Horizon Europe, il programma di ricerca e innovazione dell'Ue per il 2021-2027.

Per la Commissione alcuni elementi del programma considerano l'informatica quantistica come "importanza strategica globale" che ha "ampi usi nella sicurezza e nelle tecnologie a duplice uso". "Pertanto, al fine di raggiungere i risultati attesi e salvaguardare le risorse strategiche, gli interessi, l'autonomia o la sicurezza dell'Unione, la partecipazione è limitata alle persone giuridiche stabilite negli Stati membri, Norvegia, Islanda, Liechtenstein. Le proposte che includono entità stabilite in Paesi al di fuori di questo ambito non saranno ammissibili", si legge nella proposta della Commissione.

Per giustificare la scelta, i funzionari Ue hanno portato come esempio il caso specifico della società israeliana di reti informatiche, Mellanox Technologies, che in passato prese parte a programmi quantistici dell'Ue ma poi venne acquisita da una società americana.

L'esecutivo Ue è convinto che ciò potrebbe comportare rischi per quanto riguarda il trasferimento della protezione della proprietà intellettuale ad altre potenze globali e che non vorrebbe vedere questi rischi ripetersi con altri Paesi terzi. E pensa in particolare alla Cina che proprio sulla tecnologica quantistica sta investendo miliardi di dollari.

Secondo diverse fonti, inoltre, la Commissione vorrebbe impedire alla Svizzera di partecipare a progetti di ricerca spaziale. La Germania, da parte sua, si è fortemente opposta, chiedendo la "piena partecipazione" di Regno Unito, Svizzera e Israele ai progetti di ricerca multimiliardari sulle tecnologie quantistiche e spaziali.

"In particolare nelle tecnologie quantistiche, questi Paesi sono stati tradizionalmente partner importanti e si prevede che lo rimangano in futuro", ha detto il ministro della Ricerca tedesco, Thomas Rachel, a Science Business, un sito di notizie specializzato.

Secondo fonti diplomatiche, la decisione di bloccare i Paesi extra Ue è sostenuta da Thierry Breton, il commissario (francese) incaricato di Digitale, Spazio e Difesa. "Se questo è l'aspetto dell'autonomia strategica di Breton, avremo problemi", ha ironizzato un diplomatico europeo citato da Afp.

Le proteste contro la decisione Ue arrivano anche dal mondo accademico. L'emarginazione di Svizzera, Israele e Regno Unito "non è nell'interesse della comunità di ricerca europea o della società in generale e potrebbe danneggiare la cooperazione internazionale", ha scritto Thomas Hoffmann, direttore dell'Alliance of EuroTech Universities, in una lettera indirizzata al ministro della Ricerca del Portogallo, il Paese che detiene la presidenza di turno dell'Ue.

La lettera ha ricevuto in particolare il sostegno dell'Ecole Polytechnique francese e dall'Israel Technion Institute of Technology. Gli accademici ritengono che la ricerca europea rischi di fare autogol ponendo fine ai vecchi partenariati. Dopo il fallimento della riunione della scorsa settimana, se ne riparlerà in un nuovo incontro che si terrà questo mese.