La donazione più grande della storia: 5 miliardi dai filantropi per proteggere la natura

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The Cirque de Gavarnie is a cirque in the central Pyrenees, in Southwestern France, close to the border of Spain. It is within the commune of Gavarnie, the department of Hautes-Pyrénées, and the Pyrénées National Park. Major features of the cirque are La Brèche de Roland (English: Roland's Pass) and the Gavarnie Falls. It was described by Victor Hugo as
The Cirque de Gavarnie is a cirque in the central Pyrenees, in Southwestern France, close to the border of Spain. It is within the commune of Gavarnie, the department of Hautes-Pyrénées, and the Pyrénées National Park. Major features of the cirque are La Brèche de Roland (English: Roland's Pass) and the Gavarnie Falls. It was described by Victor Hugo as

Si chiama “Protecting Our Planet” (“proteggere il pianeta”) la sfida che nove fondazioni filantropiche si sono poste la scorsa settimana, quando hanno deciso donare ben cinque miliardi di dollari per finanziare la protezione del 30 per cento della terra e del mare entro la fine di questo decennio. Si tratta della donazione più grande mai fatta per la conservazione della natura e della biodiversità. Come riporta il Guardian, tra i miliardari che sono dietro a questo progetto ci sono nientemeno che il fondatore di Amazon Jeff Bezos e l’uomo d’affari svizzero Hansjörg Wyss, che è anche uno dei principali donatori del Partito democratico degli Stati Uniti. La somma di denaro che i filantropi hanno donato riesce a coprire interamente il costo stimato dall’ONU per raggiungere questo obiettivo, che è solo uno dei 21 buoni propositi inclusi nella bozza di accordo per la natura ancora in fase di discussione. Il progetto include anche piani per ridurre sempre di più l’uso della plastica e dei pesticidi. Lo scopo è rallentare quanto più possibile l’estinzione delle specie.

Con la generosa donazione verranno create nuove aree protette in Canada, nelle regioni di James Bay, Hudson Bay e Labrador Sea, zone che ospitano beluga, orsi polari e trichechi. Bezos, attraverso il suo fondo, ha affermato che inizialmente si concentrerà su progetti ad alto impatto nelle Ande tropicali, nel bacino del Congo e nell’Oceano Pacifico, in regioni che hanno già dimostrato un impegno nella protezione dei diritti umani.

Polar bear (Ursus maritimus) on pack ice near Spitsbergen, Svalbard Archipelago. (Photo: Paul Oomen via Getty Images)
Polar bear (Ursus maritimus) on pack ice near Spitsbergen, Svalbard Archipelago. (Photo: Paul Oomen via Getty Images)

Del gesto è rimasto piacevolmente colpito Basile van Havre, il diplomatico delle Nazioni Unite responsabile della stesura dell’accordo sulla natura per questo decennio, che ha detto al Guardian:

È una quantità enorme di denaro proveniente da enti non governative. I governi dovrebbero giocare la ‘parte del leone’ nell’aumento dei finanziamenti, ma non credo di aver mai visto una quantità così grande proveniente da organizzazioni non governative

Ma la filantropia ambientale non è l’unica fonte di finanziamento per la protezione della natura, anche perché, come afferma l’Ong Rockefeller Philanthropy Advisors, rappresenta solo l’8 per cento del totale delle donazioni. Anche molti privati sono intervenuti nel corso degli anni in difesa del nostro pianeta. Basti pensare al co-fondatore di The North Face Douglas Tompkins che poco prima della sua morte, avvenuta nel 2015, ha deciso di acquistare enormi aree della Patagonia. Oggi, la sua vedova Kris, sta continuando il suo stesso percorso, contribuendo a creare in Cile una delle più grandi aree protette del mondo. Ma anche i miliardari Anders e Anne Holch Povlsen, i più grandi proprietari terrieri scozzesi, vogliono fare la loro parte: hanno in programma infatti di riconquistare vaste aree delle Highlands.

“Possiamo risolvere la crisi che deve affrontare la natura - ha detto Wyss al momento del lancio del progetto - ma ci vorranno le nazioni più ricche e gli individui più ricchi che si impegnano a reinvestire i nostri enormi doni qui sulla Terra, salvaguardando la natura e proteggendo le nostre terre, acque e fauna selvatica”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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