La donna avrebbe sfruttata il suo ruolo per ottenere somme indebite.

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Dirigente Miur tenta suicidio
Dirigente Miur tenta suicidio

Una dirigente del Miur, Ministero dell’Istruzione, ha tentato il suicidio nel tardo pomeriggio di ieri, 14 aprile, lanciandosi dalla finestra dello studio del suo avvocato dopo aver appreso di essere indagata per corruzione. L’inchiesta delle Guardia di Finanza indaga nello specifico su presunte somme di denaro che la donna, Giovanna Boda, 46 anni, avrebbe indebitamente ricevuto per l’esercizio delle proprie funzioni. A quanto si apprende, la dirigente lotterebbe in questo momento tra la vita e la morte al Policlino Gemelli dove è ricoverata in gravi condizioni di salute.

Dirigente Miur tenta il suicidio

Giovanna Boda è a capo del Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, e l’inchiesta in questione riguarda presunte tangenti ricevute in cambio della concessione di appalti dal Miur. La somma complessiva ricevuta dalla dirigente sarebbe stata di 679.776,65 euro. Nella giornata antecedente al tentato suicidio la Guardia di Finanza aveva perquesito l’ufficio, la casa e la soffitta della Boda.

Molto probabilmente la donna non ha retto le forti accuse oppure era entrata in un tunnel senza fine e l’unica cosa da fare le è sembrata togliersi la vita. Troppo presto per dirlo, ma nel frattempo le indagini vanno avanti.

“Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi – si legge in una nota diffusa dal dicastero di viale Trastevere – è profondamente addolorato ed esprime tutta la vicinanza, sua e del Ministero, alla dottoressa Giovanna Boda e alla sua famiglia”.